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Fmi: rifugiati risorsa per economia europea ma accelerare integrazione

L’ondata di rifugiati in Europa avrà effetti positivi sull’economia complessiva nel medio-lungo termine, ma bisogna accelerare l’integrazione dei

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Fmi: rifugiati risorsa per economia europea ma accelerare integrazione

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L’ondata di rifugiati in Europa avrà effetti positivi sull’economia complessiva nel medio-lungo termine, ma bisogna accelerare l’integrazione dei nuovi arrivati nel mercato del lavoro, applicando “deroghe temporanee, e limitate, al salario minimo”. Questa la raccomandazione del Fondo monetario internazionale che, al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ha presentato il rapporto “The Refugee Surge in Europe: Economic Challenges” (L’aumento dei rifugiati in Europa: le sfide economiche).

Rapporto:
The Refugee Surge in Europe: Economic Challenges

A fronte di un incremento modesto del Pil delle tre principali destinazioni (Austria, Germania e Svezia) nel breve periodo, l’Fmi stima che effetti positivi globali dipenderanno dalle velocità di integrazione dei rifugiati. In cifre, da qui al 2017, l’impatto maggiore si avrà in Austria (+0,5%), seguita da Svezia (+0,4%) e Germania (+0,3%); il Pil Ue potrebbe crescere dello 0,25%.L’aumento dipenderà dall’espansione fiscale associata al sostegno fornito ai richiedenti asilo e dall’espansione dell’offerta di lavoro. Nel breve periodo, l’aumento della spesa pubblica in alloggi, istruzione, servizi sanitari e cibo forniti ai rifugiati “aumenteranno la domanda aggregata”.

L’istituzione di Washington si è detta favorevole a un aumento della spesa e una maggiore flessibilità di bilancio nei Paesi maggiormente coinvolti nell’emergenza profughi: secondo il capo economista, Maury Obtsfeld, è auspicabile “flessibilità di bilancio, caso per caso, nei Paesi che assorbono i rifugiati”. Negli ultimi mesi, scrive l’Fmi, l’ondata di profughi dalla Siria e altre zone di guerra ha avuto dimensioni da “catastrofe umanitaria”: secondo lo studio, nei primi dieci mesi del 2015 sono state presentate 995mila richieste d’asilo alle frontiere europee, oltre il doppio rispetto al 2014. ‘‘L’aumento dei rifugiati – ha affermato la direttrice dell’Fmi Christine Lagarde – è una sfida globale che deve essere affrontata con collaborazione globale’‘.