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Unicef: "I profughi nei Balcani rischiano di morire di freddo"

L’Unicef e Save the Children lanciano l’allarme sui rischi di assideramento per i profughi, in particolare bambini, che continuano ad arrivare sulla

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Unicef: "I profughi nei Balcani rischiano di morire di freddo"

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L’Unicef e Save the Children lanciano l’allarme sui rischi di assideramento per i profughi, in particolare bambini, che continuano ad arrivare sulla via della Balcani. Alla frontiera tra Macedonia e Serbia, a 20 gradi sotto zero, sono costretti a camminare per due chilometri nella neve fino al primo centro d’accoglienza.

“Quando ero in Siria non avevo pensato alle condizioni climatiche” spiega un rifugiato. “Per i bambini è ancora più difficile. E arrivare fin qui dalla Siria ha comportato un lungo viaggio.”

Intanto in Germania la chiusura delle frontiere, già decisa da diversi Paesi, anima il dibattito politico.

“Non troveremo una soluzione in un batter d’occhio” dichiara il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, “ma vi garantisco che non consiste nel chiudere le frontiere. Una chiusura delle frontiere non è una soluzione ai problemi.”

Favorevole invece il ministro dell’interno della Baviera, Joachim Herrmann.“L’espressione ‘chiusura delle frontiere’ può facilmente essere fraintesa” sostiene Herrmann. “Nessuno parla di una chiusura totale. Ovviamente, gli scambi economici continueranno, l’import-export continuerà, così come gli spostamenti dei turisti che vogliono sciare in entrambe le direzioni.”

Casi di ipotermia sono già stati segnalati dalle agenzie umanitarie in Serbia, dove ogni giorno arrivano circa 1000 migranti, decisi a proseguire verso il centro e il nord Europa.