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Beata Szyldo a Strasburgo, Varsavia prova ad appianare le tensioni con Bruxelles

La riforma costituzionale approvata a dicembre è stata necessaria per riequilibrare un quadro giuridico imparziale. Questa la posizione del Primo

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Beata Szyldo a Strasburgo, Varsavia prova ad appianare le tensioni con Bruxelles

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La riforma costituzionale approvata a dicembre è stata necessaria per riequilibrare un quadro giuridico imparziale. Questa la posizione del Primo Ministro polacco Beata Szidlo, intervenuta a Strasburgo davanti all’Europarlamento. Varsavia è in queste settimane nell’occhio del ciclone europeo per aver approvato riforme ritenute anti-democratiche.

“A volte, in Polonia, ascoltiamo voci che dicono cose sbagliate, ingiuste verso il Paese e verso l’attuale governo” ha dichiarato Beata Szydło a Strasburgo “E’ possibile che parlino per mancanza di informazioni, o magari indotte da cattive intenzioni”.

Non crede alle sue parole la Presidente dei verdi europei Rebecca Harms, che ha ricordato alla plenaria la necessità per un Paese di fare attenzione a derive pericolose.

“Non si tratta qui di parlare di decisioni personali, ma del fatto che la maggioranza di Governo in Polonia stia attuando diktat nei confronti dell’opposizione, con la quale ha smesso di dialogare. E’ dunque normale discutere di decisioni prese dal Governo di Varsavia in modo inatteso”.

Nel tentativo di mostrarsi collaborativa, Varsavia ha richiesto il parere della cosiddetta Commissione di Venezia, un organo consultivo del Consiglio di Europa, per quanto riguarda la riforma della corte costituzionale. Accettando di fatto quanto suggerito dal Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans.

Come spiega a Euronews Daniel Höltge, Portavoce del Consiglio d’Europa: “La procedura richiesta dalla Polonia prevede il crearsi di un dialogo e se si ritiene che il Paese debba procedere ad alcune modifiche, queste devono essere messe in atto. Mi aspetto che si avvii un dialogo e che ci siano cambiamenti, se vengono ritenuti necessari dalla Commissione di Venezia”.

Dopo l’apertura dell’indagine sul rispetto dello stato di diritto in Polonia, anche la Commissione europea guarda con attenzione agli sviluppi nel Paese. Una rottura tra Varsavia e le altre 27 capitali potrebbe aprire una fase difficile per l’Unione alle prese in questi mesi con dossier difficili.