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La tirannia delle email

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La tirannia delle email

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Uno studio britannico il cui titolo si puo’ tradurre con “C‘è posta per te”, mette a fuoco le abitudini delle persone in relazione alle e-mail

Uno studio britannico il cui titolo si puo’ tradurre con “C‘è posta per te”, mette a fuoco le abitudini delle persone in relazione alle e-mail professionali e coloro che diventano o meno dipendenti dal controllo compulsivo del web. Le cattive abitudini sono legate ai livelli piu’ alti di stress. La quantità di e-mail sarebbe irrilevante per lo psicologo Richard MacKinnon autore del rapporto.

Dr. Richard MacKinnon, psicologo, Future Work Centre: “Controllare la posta elettronica la mattina presto o la notte o controllarla tutto il giorno ha molto a che vedere con l’essere sotto pressione, non riguarda il fatto di quante email si ricevono ma quando e quanto si accede ala posta elettronica”.

Molti si sento obbligati a rispondere anche fuori dagli orari di lavoro.

L’organismo britannico per la salute mentale sostiene che le email offrono a più persone la possibilità di lavorare a distanza cosa che in certi casi può aiutare.

Madeleine McGivern, responsabile di Workplace Wellbeing Programmes, Mind (mental health charity): “Abbiamo scoperto che l’equilibrio lavoro/vita è sempre piu’ compromesso grazie alla tecnologia perchè le persone sentono che hanno bisogno di controllare le email anche al di fuori degli stretti orari di lavoro o quando non sono in ufficio. Parimenti crescono le aziende che vengono da noi riconoscendo che c‘è il problema con gli impiegati e vogliono fare qualcosa in proposito”.

Secondo alcuni analisti internazionali nel 2014 ci sono state un miliardo e 100 milioni di persone che hanno visto le email sul cellulare e nel 2018 questo numero sarà raddoppiato diventando di 2 miliardi e 200 milioni.