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Lo scambio di prigionieri fra Usa e Iran ha preceduto di poco la fine delle sanzioni

Il rilascio di Jason Reizan, capo dell’ufficio di Teheran del Washington post, detenuto da 18 mesi per spionaggio, dell’ex marine Amir Hekmati e di

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Lo scambio di prigionieri fra Usa e Iran ha preceduto di poco la fine delle sanzioni

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Il rilascio di Jason Reizan, capo dell’ufficio di Teheran del Washington post, detenuto da 18 mesi per spionaggio, dell’ex marine Amir Hekmati e di altri due cittadini statunitensi, ha fatto da prologo alla fine delle sanzioni.

Questo non vuol dire, che l’Iran diventi all’improvviso un paradiso per la libertà di stampa, dice Robert Mahoney, del Comitato difesa giornalisti:

L’accordo è stato fatto per far uscire l’Iran dalle sanzioni internazionali. E quindi non è necessariamente un’indicazione di un miglioramento delle condizioni per i giornalisti in quel paese.

Trump: i conti non tornano

Washington, da parte sua, ha rilasciato 7 iraniani. Per il solito Donald Trump i conti non tornano:

In definitiva, loro si riprendono 150 miliardi di dollari (gli asset bloccati all’estero) e 7 prigionieri. Noi invece 4. Non mi suona troppo bene.

Che il vento stesse davvero cambiando lo si era visto già la settimana scorsa, con la pronta liberazione da parte delle autorità di Teheran dei marinai americani finiti con la loro imbarcazione in acque territoriali iraniane a causa di un’avaria.