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Turchia: arresti di docenti per aver firmato un appello pro-curdi

Erdogan conferma e sottolinea: la petizione per la pace è un tradimento. Il presidente turco aveva chiesto l’avvio di un’azione giudiziaria contro i

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Turchia: arresti di docenti per aver firmato un appello pro-curdi

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Erdogan conferma e sottolinea: la petizione per la pace è un tradimento. Il presidente turco aveva chiesto l’avvio di un’azione giudiziaria contro i firmatari di una petizione contraria all’operazione militare in corso nella regione curda del sud-est della Turchia.
In mattinata dodici docenti dell’Università di Kocaeli sono stati arrestati, altri arresti sono in corso.

“La nostra lotta contro il terrorismo – ha detto Erdogan – continuerà con la stessa determinazione. Voglio ribadire la mia forte condanna contro quegli accademici che hanno scritto quella oscura dichiarazione, che hanno apposto le loro firme in calce a quei massacri, alla faccia degli ultimi eventi”.

Il presidente turco ha parlato subito dopo aver deposto dei fiori nel luogo dell’attentato di Istanbul, attribuito all’Isil.
La petizione, intitolata Noi non saremo parte di questo crimine! e firmata poi anche da intellettuali stranieri come Noam Chomsky, riguardava invece le azioni in corso da settimane contro il PKK, nel Sud Est della Turchia.

Le firme sono oltre seimila, tra Turchia ed estero. Tutti i firmatari sono finiti sotto inchiesta per appoggio al terrorismo. Il testo della petizione accusa lo Stato turco di “massacro deliberato e pianificato”. “Lo Stato turco, imponendo da alcune settimane il coprifuoco (…) in numerose località delle provicne curde, ne condanna gli abitanti alla fame”, si legge nelle prime righe della petizione.