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"Il figlio di Saul", altre visioni dall'olocausto

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"Il figlio di Saul", altre visioni dall'olocausto

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Il film ungherese “Il figlio di Saul” arriva nelle sale italiane dal 21 gennaio, distribuito da Teodora Film. Già vincitore del Grand Prix a Cannes

Il film ungherese “Il figlio di Saul” arriva nelle sale italiane dal 21 gennaio, distribuito da Teodora Film. Già vincitore del Grand Prix a Cannes 2015 e adesso di un Golden Globe punta all’Oscar. L’unico film ungherese che ha avuto una nomination e poi ha vinto l’oscar era stato “Mephisto” di István Szabó in 1981.
Per questo “Il filgio di Saul” di László Nemes Jeles è molto importante in Ungheria.

Al momento del trionfo ai Globi d’Oro il regista ha dichiarato di aver voluto affrontare il tema dell’olocausto in modo diverso.

László Nemes, regista ungherese agli esordi mette al centro del film il cadavere di un ragazzino che un padre vuole sottrarre alla macchina per l’annientamento dei forni crematori. Obiettivo preservare la sacralità del corpo del figlio. La macchina da presa è spesso sul volto del protagonista.

Stando agli autori il succecsso del film risiede in questo nuovo approccio al tema e alla gestione cinematografica del soggetto.

A conti fatti un film cosi’ si presenta come l’esatto opposto del premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni.

http://hungarytoday.hu/news/hungarian-movie-son-saul-sensationally-wins-golden-globe-best-foreign-language-film-trailer-61664