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Berlino ricorda David Bowie

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Berlino ricorda David Bowie

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David Bowie cioè una carriera artistica particolare, un cantante che ha calcato le scene col piglio del trasformista e lo ha fatto per 50 anni. Ha

David Bowie cioè una carriera artistica particolare, un cantante che ha calcato le scene col piglio del trasformista e lo ha fatto per 50 anni. Ha cambiato look, stili musicale, abitudini. Ha lavorato in Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania. Il periodo berlinese è considerato pero’ come il suo momento più creativo.

I fan lo hanno ricordato proprio all’indirizzo del quartiere di Schöneberg, dove ha vissuto dal 1976 al 79. Nel tentativo di liberarsi dalla tossicodipendenza gioco’ la carta del soggiorno tedesco quando lavoro’ con Brian Eno. Dell’epoca è la trilogia di Berlino con gli album “Low” (1977), “Heroes “(1977) e “Lodger “(1979)

“Low” e “Heroes” vennero incisi negli Studios Hansa, non lontano da Potsdamer Platz. “Heroes” ovviamente reagiva ai tumulti della guerra fredda con la città sezionata dal muro.

La Berlino occidentale era molto effervescente, animata dai tracciati underground e dall’avanguardia tedesca. La “Scuola di Berlino” risale ad uno stile di musica elettronica anni Settanta che fu al centro della “Neue Deutsche Welle (NDW)”, cioè la variante tedesca di Punk e New Wave. Il produttore e musicista britannico Mark Reeder condivise queste esperienza fra gli anni Settanta e Ottanta. Da Manchester si trasferi’ a Berlino in quegli anni. Ed è lui fra i protagonisti di un B-movie dell’epoca, tuttora gettonatissimo.

Mark Reeder, musicista e produttore: “Bowie presento’ il singolo ‘Heroes’, il primo brano nel programma televisivo del suo amico Marc Bolan:https://youtu.be/lRqxoM7iqoY Ricordo di aver visto il programma in tv ed era incredibile. Cos’era questa nuova canzone di David Bowie? Era completamente diversa da quasiasi altra cosa. In effetti il soggiorno di David Bowie a Berlino con i suoi tre album divenne un precedente per tutti gli artisti, un invito a venire a Berlino a viverla”.

Lo stesso David Bowie ammetteva e ricordava di aver iniziato una vita da bohémien in mezzo a persone che erano prevalentemente degli artisti.

Mark Reeder, musicista e produttore: “Ando’ a Berlino e noto’ le differenze, vide una città piena di artisti, di travestiti, di gente strana, disadattati alla società normale. Appofitto’ molto di quel periodo. E ‘stato davvero importante per lui, perché poteva essere sé stesso, poteva trovarsi. Berlino per David Bowie è stato come un viaggio alla scoperta di sé.”

Bowie torno’ a Berlino ovest nel 1987 per un concerto davanti a 70.000 persone. Quando intono’ “Heroes” centinaia di giovani dell’est, dall’altra parte del muro, iniziarono a gridare che il muro doveva cadere sciamando verso la terra di nessuno. La rivolta dei giorni siccessivi fu domata dalla polizia orientale ma il muro in effetti cadde due anni dopo.

Adesso le vendite delle incisioni di Bowie vanno al rialzo, si pensa anche ad un sostanziale incremento delle quotazioni per tutte le incisioni d’annata diventate d’antiquariato per i collezonisti. Questo anche se per il catalogo generale non si parla di aumento dei prezzi.

Intanto potrebbe anche esserci un disco postumo di David Bowie, entro la fine dell’anno, con canzoni derivanti dalle sessioni di registrazione di “BlackStar”, l’ultimo album dell’artista britannico. La notizia è apparsa sul Los Angeles Times e parla di cinque tracce già incise che potrebbero rientrare in una edizione ‘deluxe’.