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Obama ha rivolto al Congresso il suo ultimo discorso sullo stato dell'Unione

L’ultimo discorso sullo stato dell’Unione di Barack Obama. Dopo 7 anni alla guida della prima potenza mondiale, il Capo della Casa Bianca ha fatto il

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Obama ha rivolto al Congresso il suo ultimo discorso sullo stato dell'Unione

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L’ultimo discorso sullo stato dell’Unione di Barack Obama. Dopo 7 anni alla guida della prima potenza mondiale, il Capo della Casa Bianca ha fatto il bilancio della sua leadership, rivendicato le vittorie ottenute a partire dalla riforma del sistema sanitario, cercato di ricomporre gli estremi politici per passare il testimone ad un’America meno divisa di quella che si lascia alle spalle. La sfida del terrorismo è stata poi al centro del suo ragionamento:

“La priorità numero uno è proteggere i cittadini americani e combattere le organizzazioni terroristiche” ha detto. “Sia Al-Qaeda che ora l’Isil rappresentano una minaccia diretta per la nostra popolazione. Perchè nel mondo di oggi anche un manipolo di terroristi che non attribuisce alcune valore alla vita umana, compresa la propria, può colpire duramente. Sfruttano internet per avvelenare la mente di individui all’interno del nostro Paese, minacciano e destabilizzano i nostri alleati” ha detto.

“Nel mondo di oggi siamo meno minacciati dagli ‘imperi del male’ e molto di più dagli Stati falliti. Il Medio Oriente sta vivendo una trasformazione che andrà avanti per almeno una generazione, trascinato in conflitti che hanno radici millenarie. Il vento della turbolenza economica soffia a partire dalla transizione in Cina. Anche difronte ad un’economia in contrazione, la Russia spende le proprie risorse per controllare l’Ucraina ed estendere la propria influenza in Siria, Paesi scivolati al di fuori della sua orbita di controllo”.

Difronte a questo contesto Obama ha ribadito la necessità che gli Usa restino la prima potenza mondiale ed operino per ricomporre l’ordine globale instaurato nel Dopoguerra. Ha rivendicato l’accordo sul nucleare raggiunto con l’Iran che ha evitato un’altro conflitto. Si è rivolto al Congresso cui ha chiesto d’ammettere che la guerra fredda è finita e di porre fine all’embargo contro Cuba. L’ultimo appello è stato quello ai partiti affinchè ritornino a un dialogo costruttivo per ripristinare la fiducia dei cittadini.