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L'ultimo discorso di Obama da presidente: vinceremo l'Isil

Nel suo ultimo discorso da presidente degli Stati Uniti, Barack Obama lancia un messaggio di fiducia e ottimismo anche nella parte dedicata alla

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L'ultimo discorso di Obama da presidente: vinceremo l'Isil

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Nel suo ultimo discorso da presidente degli Stati Uniti, Barack Obama lancia un messaggio di fiducia e ottimismo anche nella parte dedicata alla politica estera.

Tra le priorità americane, il presidente mette al primo posto la sfida al terrorismo di Isil e Al Qaida:

“Se il Congresso vuole vincere la guerra e vuole mandare un messaggio forte al mondo, autorizzi l’uso della forza militare contro l’Isil.
Si voti su questo punto, ma anche senza l’azione del Congresso, l’Isil imparerà la lezione come l’hanno imparata gli altri terroristi.
Se avete qualche dubbio chiedete pure a Osama Bin Laden”.

“(…)Per quel che riguarda le preoccupazioni a livello globale, mobiliteremo il mondo intero perché tutti lavorino al nostro fianco. Per questo abbiamo costituito una squadra internazionale, con sanzioni e principi diplomatici, per evitare che l’Iran si dotasse dell’arma nucleare e l’Iran ha accettato di fare un passo indietro e il mondo ha evitato una nuova guerra”.

Nel 2015, gli Stati Uniti hanno ripristinato le relazioni con Cuba, apertura difesa con orgoglio da Obama. La normalizzazione passa anche per la revoca dell’embargo, che il Congresso, a maggioranza repubblicana, gli nega.

“In 50 anni di isolamento di Cuba si è comunque fallito nel promuovere la democrazia. Ritorniamo in America Latina, se vogliamo consolidare la nostra leadership e credibilità, riconosciamo che la guerra fredda è finita. E revochiamo l’embargo”.

“Continuiamo a lavorare nell’intento di chiudere la prigione di Guatanamo, costosa e non necessaria, serve solo ai nostri nemici a fare proseliti”.

Tra le grandi sfide cui l’America deve far fronte, secondo Obama, anche la lotta al surriscaldamento e l’incentivo alle energie rinnovabili.

“Se qualcuno dovesse avere ancora dei dubbi, li tenga pure. Ma resterà solo. Dovrà dibattere con l’esercito, i leader delle maggiori imprese, la maggioranza dei cittadini americani, la quasi totalità della comunità scientifica e altri 200 Paesi del pianeta che sono d’accordo sul fatto che si tratta di un problema che deve essere risolto”.