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Siria. Primi aiuti arrivati a Madaya. Onu chiede fine assedio ed evacuazione civili


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Siria. Primi aiuti arrivati a Madaya. Onu chiede fine assedio ed evacuazione civili

I primi convogli umanitari sono entrati lunedì nella città siriana di Madaya, sotto assedio da 6 mesi da parte dell’esercito di Damasco. Ma almeno 400 civili devono essere evacuati d’urgenza secondo l’appello lanciato ieri sera alle Nazioni Unite. Altri camion carichi di aiuti sono destinati ai villaggi sciiti di Foua e Kefraya, nella provincia di Idlib.

“I gruppi Ahrar al-Sham e il Fronte al-Nusra hanno del cibo ma non lo danno a nessuno. Ci siamo ridotti a mangiare l’erba” dice un’abitante di Madaya.

L’ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite Samantha Power ha lanciato un’accorato appello in favore dei civili vittime dell’assedio.

“Ci sono centinaia di migliaia di persone tenute sotto assedio, deliberatamente lasciate morire di fame, proprio ora. E queste immagini ci ricordano quelle della Seconda Guerra Mondiale, scuotono le nostre coscienze” ha detto.

L’ambasciatore siriano al Palazzo di Vetro Bashar Ja’afari nega la responsabilità di Damasco e accusa la ribellione: “Le notizie sulla situazione umanitaria a Madaya sono basate su informazioni false” ha detto. “Il governo siriano non ha affatto bloccato i convogli umanitari, anzi. Abbiamo inviato molti convogli umanitari e abbiano chiesto alle Nazioni Unite di mandarne altri. Ma più se ne inviano più ne saranno sequestrati, perchè sono terroristi, credevate che fossero degli angeli? Li confiscano e li sfruttano come fonte di guadagno a detrimento della pololazione siriana”.

I rappresentanti all’Onu di Francia, Regno Unito, Spagna, Nuova Zelanda hanno accusato il governo di Bashar Al-Assad di ridurre alla fame migliaia di siriani che vivono in stato d’assedio. Le immagini diffuse negli ultimi giorni dalle associazioni umanitarie locali in cui si vedono bambini malnutriti hanno avuto un ruolo chiave nelle accuse a Damasco.

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