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È un marocchino di 20 anni l'uomo ucciso dalla polizia mentre tentava di penetrare in un commissariato di Parigi

Inchiesta seguita dalla sezione antiterrorismo. Assalitore fermato nel 2013 per furto, aveva una rivedicazione manoscritta in arabo

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È un marocchino di 20 anni l'uomo ucciso dalla polizia mentre tentava di penetrare in un commissariato di Parigi

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Farsi uccidere aggredendo un commissariato con un coltello e una finta cintura esplosiva gridando “Allahu Akbar” a Parigi nell’anniversario dell’attentato a Charlie Hebdo. Così, secondo le ricostruzioni degli agenti e del ministero dell’interno francese, si è conclusa la vita di un uomo nel quartiere della Goutte d’Or, nel diciottesimo arrondissement della capitale.

L’ufficio della procura di Parigi – ha detto ai giornalisti il ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve – ha aperto un’inchiesta per “tentato omicidio contro pubblici ufficiali a scopo terroristico” e l’ha affidata alla sezione antiterrorismo dopo la scoperta di elementi definiti “incontrovertibili”. Il presunto assalitore era stato fermato con l’accusa di furto nel 2013, si tratterebbe di un giovane marocchino di 20 anni. Sul suo telefono sono stati trovati messaggi in arabo e tedesco.

In un primo momento si era pensato che l’uomo avesse voluto farsi esplodere, ma gli artificieri hanno rapidamente verificato che la pochette che portava addosso non conteneva esplosivo.

Ignota per ora l’identità dell’aggressore, sul cui corpo non sono stati trovati documenti. Indosso aveva un pezzo di carta con disegnata la bandiera dell’Isil e una rivendicazione manoscritta in arabo.

La tempistica certo non è casuale: i fatti sono avvenuti poco dopo il discorso tenuto dal presidente François Hollande di fronte alle forze dell’ordine in occasione dell’anniversario della strage di Charlie Hebdo.