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Israele: famiglia palestinese uccisa in rogo, incriminati due estremisti ebrei

Dopo oltre cinque mesi dall’uccisione di un bambino palestinese e dei suoi genitori, i presunti autori vengono incriminati dalla giustizia

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Israele: famiglia palestinese uccisa in rogo, incriminati due estremisti ebrei

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Dopo oltre cinque mesi dall’uccisione di un bambino palestinese e dei suoi genitori, i presunti autori vengono incriminati dalla giustizia israeliana. Due uomini, di 21 e 17 anni, appartenenti al gruppo estremista ebreo “giovani delle colline” sono accusati rispettivamente di omicidio e complicità nell’omicidio di Ali Dawabcheh, 18 mesi, del padre Saad e della madre Riham. A fine luglio la loro casa a Duma, in Cisgiordania, era stata incendiata.

“Sono state pronunciate accuse anche contro altri due membri del gruppo per atti gravi ispirati da motivi razzisti e nazionalistici”, spiega la pubblico ministero Rachel Avisar Abeles. “Sono agli arresti perché pericolosi”.

Il fratello di Saad Dawabsheh, Naser, spera che gli imputati riceveranno la pena massima prevista, ma è scettico nei confronti della giustizia israeliana. “La corte israeliana è sotto esame, vogliamo che la giustizia israeliana sia vera stavolta, che venga fatta davvero giustizia nei confronti dei palestinesi”.

L’unico sopravvissuto del rogo è il piccolo Ahmed, quattro anni, ancora in ospedale. La vicenda ha suscitato enorme shock fra i palestinesi, ma anche all’estero. Israele è stato accusato di lassismo nei confronti dell’estremismo ebreo.

Ulteriore orrore è stato provocato da un filmato trasmesso di recente che mostra estremisti ebrei celebrare l’assassinio del piccolo Ali, durante un matrimonio.