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Turchia, scontri esercito-PKK: disagi e vittime tra la popolazione civile

I combattimenti nel sud est del Paese hanno assunto un'intensità paragonabile a quelli nei vicini Siria e Iraq. Oltre 350 morti tra i civili.

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Turchia, scontri esercito-PKK: disagi e vittime tra la popolazione civile

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Dense colonne di fumo si levano dalle strade di Cizre. Dalla fine del cessate-il-fuoco a luglio i combattimenti nella parte sudorientale della Turchia hanno rapidamente assunto un’intensità paragonabile a quelli nella vicina Siria.

Point of view

Siamo senza elettricità. Siamo senz'acqua. La nostra salute mentale è in pericolo, specialmente quella dei bambini: non possono andare a scuola

Da una parte i militari di Ankara, dall’altra i ribelli curdi del PKK. Nel mezzo, una popolazione civile che conta già 360 vittime, tra cui 61 bambini.

Situazione non dissimile da quella nel distretto di Silopi, al confine con l’Iraq: “Una zona di guerra”, denunciano gli abitanti. A Cizre il coprifuoco e le “operazioni di sicurezza mirate a ripulire la regione dai terroristi” – parole del presidente turco Erdoğan – durano ormai da due settimane.

“Per noi commercianti è una situazione terribile”, dice Abdullah. “Per venire incontro ai bisogni della gente ci esponiamo al pericolo e apriamo i nostri negozi. Per quanto ancora durerà?”, si chiede.

“Siamo senza elettricità. Siamo senz’acqua“, gli fa eco un altro negoziante, Ramazan. “La nostra salute mentale è in pericolo, specialmente quella dei bambini: non possono andare a scuola, passano un sacco di tempo senza ricevere un’educazione. La nostra comunità è davvero in una brutta situazione”, aggiunge.

Il sentiero per la ripresa dei negoziati appare in salita: Ankara si dice pronta a cercare una soluzione politica, ma non è chiaro con chi potrebbe parlare, vista l’ostilità di Erdoğan anche nei confronti del partito filo-curdo in Parlamento, l’HDP.