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La storia di "Affluenza Teen": troppo viziato per distinguere il bene dal male

Da giorni i media Usa sembrano essersi dimenticati della corsa alle primarie per le presidenziali: il caso di “Affluenza Teen“ è tornato

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La storia di "Affluenza Teen": troppo viziato per distinguere il bene dal male

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Da giorni i media Usa sembrano essersi dimenticati della corsa alle primarie per le presidenziali: il caso di “Affluenza Teen“ è tornato prepotentemente sotto i riflettori dopo che il teenager in questione, che era scappato in Messico violando la sua condanna, è stato tradito da una pizza.

Point of view

Le elezioni non c'entrano nulla: si tratta di una parola nata dall'unione dei termini inglesi <i>Affluence</i> (che significa ricchezza) e <i>Influenza</i> (stesso significato dell'italiano, nel senso di malanno).

Confusi? Andiamo con ordine. “Affluenza Teen“ è il soprannome dato da giornali e tv statunitensi a Ethan Couch, ragazzo texano classe 1997 (oggi ha 18 anni), che nel 2013 provocò un incidente stradale con quattro morti.

Ethan aveva “preso in prestito” il pick up del padre per andare a fare un giro con gli amici e, al momento del fatto, aveva un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito. L’avvocato ingaggiato dalla sua famiglia riuscì però a salvarlo dal carcere, ottenendo invece una condanna a 10 anni di probation (libertà vigilata).

In che modo? Attraverso una difesa basata sul concetto di “Affluenza“. No, le elezioni non c’entrano nulla: si tratta di una parola nata dall’unione dei termini inglesi Affluence (che significa ricchezza) e Influenza (stesso significato dell’italiano, nel senso di malattia, malanno).

La facoltosa famiglia di Ethan, ecco la tesi dell’avvocato, lo aveva talmente fatto vivere nella “bambagia” che il ragazzo non sarebbe stato in grado di comprendere le conseguenze delle sue azioni. Insomma, troppo viziato per capire la differenza tra giusto e sbagliato.

Una linea difensiva criticatissima. Non solo perché l’Associazione americana di psichiatria non ha mai riconosciuto questa condizione come una malattia (era solo un termine usato per indicare i disagi causati dalla società dei consumi), ma soprattutto perché costituiva un pericoloso precedente.

Ma non finisce qui, perché Ethan, più recentemente, viene “pizzicato” in un video su Internet a giocare a Beer Pong, versione a stelle e strisce della più classica indianata. Bere prima dei 21 anni negli Stati Uniti è reato e il ragazzo viene ovviamente accusato di aver violato i termini della libertà vigilata.

Mentre gli inquirenti approfondiscono la questione, ecco l’ultimo colpo di scena della saga: l’11 dicembre di quest’anno “Affluenza Teen“ scompare. Dalle indagini si capisce che Ethan è scappato con la madre Tonya e viene anche offerta una ricompensa di 5 mila dollari per chiunque fornirà informazioni utili a localizzarlo.

A tradire Ethan, lunedì, è stata la chiamata effettuata per ordinare una pizza da Domino’s: gli investigatori scoprono così che la coppia si trova a Puerto Vallarta, nota località turistica messicana. I due vengono fermati e giovedì la madre è tornata negli Usa accompagnata dagli US Marshal.

Affluenza Teen“ invece è rimasto in Messico: il giudice ha tre giorni di tempo per decidere se ci sono i presupposti per accettare il suo ricorso contro l’ordine di deportazione. I suoi avvocati sostengono infatti che cacciarlo dal Paese costituirebbe una violazione dei suoi diritti. Che dire? Forse l’Affluenza non sarà una malattia riconosciuta, ma di sicuro il denaro influisce quando si tratta di ingaggiare i migliori avvocati su piazza.