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Natale senza neve, le ricadute sui gestori degli impianti sciistici

Un Natale “primaverile”. Il verdetto dei metereologi è unanime: il bel tempo di questi giorni ci regalerà delle feste all’insegna di temperature

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Natale senza neve, le ricadute sui gestori degli impianti sciistici

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Un Natale “primaverile”. Il verdetto dei metereologi è unanime: il bel tempo di questi giorni ci regalerà delle feste all’insegna di temperature decisamente fuori stagione. Un problema per il turismo d’alta montagna: la neve caduta a fine novembre si è già sciolta e le prossime nevicate potrebbero arrivare soltanto verso Capodanno.

In Germania i gestori degli impianti di risalita fanno però buon viso a cattivo gioco: “Economicamente c‘è una piccola perdita, è ovvio, perché le vacanze di Natale per noi rappresentano il picco delle attività della stagione invernale”, dice Peter Lorenz, gestore di un impianto a Spitzingsee. “Dopodiché, ci rimane il periodo di carnevale, che porta tanta gente. Non è una tragedia, vedremo alla fine dell’inverno”, aggiunge.

Se molti impianti sulle Alpi italiane sono aperti è solo grazie alla neve artificiale. Un’arte nella quale, fortunatamente, gli abitanti del Belpaese si distinguono. Difficile la situazione in Piemonte, dove Federfuni, l’associazione che raggruppa 150 gestori di impianti di risalita, vuole addirittura chiedere al governo lo stato di calamità.

In Svizzera, a fronte della mancanza di clienti, alcune imprese hanno chiesto l’assicurazione contro la disoccupazione, una sorta di cassa integrazione con cui lo Stato paga l’80% del salario ai dipendenti lasciati a casa.

Anche in Francia i vacanzieri si dovranno consolare con lo shopping: le condizioni meteo hanno impedito l’apertura di 160 stazioni su 200. “Siamo appena arrivati in Alta Savoia”, dice un ragazzo. “Abbiamo fatto due o tre piste. Un po’ di neve c‘è, ma è vero che non tutti gli impianti sono aperti”, aggiunge. Le entrate mancate dipendono anche dal cambio: la caduta del rublo ha provocato una diminuzione dei turisti russi.