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Kim Dotcom potrà essere estradato negli Stati uniti. Il fondatore di Megaupload pronto a fare appello

Accusato di violazione di copyright e pirateria informatica, vive in Nuova Zelanda e rischia fino a 20 anni di carcere

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Kim Dotcom potrà essere estradato negli Stati uniti. Il fondatore di Megaupload pronto a fare appello

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Kim Dotcom potrà essere estradato negli Stati uniti, lo ha deciso la giustizia neo zelandese. Il fondatore del sito Megaupload fa sapere che presenterà appello contro la decisione.

In caso di estradizione il cittadino tedesco quarantunenne, che è stato fra i pionieri dei siti di file hosting internazionali, rischia fino a 20 anni di carcere. L’accusa: violazione della legge sui diritti d’autore, pirateria informatica e riciclaggio.

I guai per Dotcom, il cui vero nome è Kim Schmitz, erano cominciati nel 2011, con uno spettacolare raid della polizia nella sua lussuosa dimora in Nuova zelanda.

Imperatore del web

Kim Dotcom et tre ex collaboratori di Megaupload – Finn Batato, Mathias Ortmann et Bram van der Kolk – sono accusati di essersi arricchiti causando perdite colossali alle case di produzione musicali e cinematografiche.

Lui si è sempre difeso dicendo di non essere responsabile di quanto facevano i 50 milioni di utilizzatori giornalieri del suo sito e sostiene che la giustizia americana si è messa contro di lui per soddisfare la sete di vendetta delle grandi majors dello spettacolo,che a causa sua avrebbero perso diritti per almeno 175 milioni di dollari.

Fino alla sua chiusura, nel 2012, il sito creato 7 anni prima era fra i più popolari di internet, raggranellando, da solo, il 4% del traffico online internazionale, da qui le somme colossali, si parla di oltre 40 milioni di dollari all’anno, raggranellati dall’ideatore.

Che è pronto a contrattaccare chiedendo più di 2 miliardi di euro di danni per la chiusura del suo sito.