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Germania: infuria il dibattito sul Mein Kampf, in via di ri-pubblicazione

Settant’anni dopo, il Mein Kampf potrà di nuovo essere pubblicato in Germania: da gennaio il libro di Adolf Hitler potrebbe anche tornare sui banchi

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Germania: infuria il dibattito sul Mein Kampf, in via di ri-pubblicazione

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Settant’anni dopo, il Mein Kampf potrà di nuovo essere pubblicato in Germania: da gennaio il libro di Adolf Hitler potrebbe anche tornare sui banchi di scuola, in un’edizione commentata, in qualche modo “blindata” da un gran numero di note critiche a margine, che sta per uscire in libreria e che vede favorevole l’associazione degli insegnanti tedeschi.

Favorevole anche questo noto cabarettista d’origine turche, noto anche per non aver esitato a citare parti del Mein Kampf – a scopo evidentemente ironico – nei suoi spettacoli:

“Sono convinto che la lettura del Mein Kampf non porti nessuno su una via sbagliata, al contrario: se uno non è già su quella via, è proprio leggendo il Mein Kampf che si allontanerà dall’ideologia contenuta nel libro”.

Ferocemente contraria è la comunità ebraica, che ritiene che già oggi la scuola tedesca tenda a trattare controppa superficialità le personalità ebraiche che hanno marcato la storia tedesca, e che usare un libro intriso di antisemitismo sia comunque pericoloso.

“Lo trovo molto grave, non trovo nemmeno le parole – commenta una sopravvissuta all’Olocausto -: non avrei mai nemmeno immaginato che si potesse tornare a una cosa del genere”.

Ad animare ulteriormente il dibattito c‘è anche la vicenda del tatuaggio neonazista ostentato da un ventisettenne dirigente locale dell’estrema destra in una piscina pubblica di Brandenburg: l’uomo è stato condannato, dal tribunale di Oranienburg, a sei mesi di libertà vigilata per istigazione all’odio razziale. Sulla sua schiena campeggiava il campo di concentramento di Auschwitz, accompagnato dalla frase che era affissa all’ingresso del lager di Buchenwald.