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Migranti, Budapest contro Bruxelles:"La procedura di infrazione è una vendetta per il nostro rifiuto alle quote obbligatorie"

La scorsa settimana la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Ungheria per aver adottato a settembre un pacchetto di

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Migranti, Budapest contro Bruxelles:"La procedura di infrazione è una vendetta per il nostro rifiuto alle quote obbligatorie"

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La scorsa settimana la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Ungheria per aver adottato a settembre un pacchetto di leggi anti-immigrazione che Bruxelles ritiene lesive dei diritti umani. Budapest, però, non indietreggia. Come ha dichiarato Peter Sziijártó, Ministro degli esteri ungherese in un’intervista a Euronews.

Euronews
L’Ungheria è oggi al centro dell’attenzione per la crisi migratoria. In molti ritengono che il governo di Budapest non abbia rispettato i diritti umani.E l’immagine del Paese ne ha risentito. Ritiene davvero che sia valsa la pena contrastare la linea europea?

Péter Szijjártó
Credo che le cosiddette strategie europee per la crisi migratoria vadano considerate più ipocrite che efficaci. L’Ungheria ha sempre voluto dare una risposta reale a una sfida reale. Anche se mi rendo conto che il nostro Governo non è mai stato popolare né a livello di istituzioni comunitarie né tantomeno tra i politici europei. Nonostante tutto abbiamo dimostrato che il nostro modello funziona. Siamo riusciti a ridurre il flusso degli arrivi, che variava dai 5 mila ai 10 mila migranti irregolari al giorno. Ed è stato grazie alle misure adottate, grazie alla barriera costruita lungo i nostri confini, grazie alle leggi di emergenza e grazie al dispiegamento della polizia lungo le frontiere. Come risultato oggi gli arrivi sono scesi quasi a zero.

Euronews
L’Ungheria ha anche presentato un’istanza alla Corte europea di Giustizia contro il sistema delle quote obbligatorie. Perché siete contrari?

Péter Szijjártó
Credo che lo schema delle quote obbligatorie non sia realizzabile, va contro il senso comune e viola anche i regolamenti europei. Non è praticabile anche perché mancano i cosiddetti hotspot e secondo i regolamenti, i ricollocamenti sono possibili soltanto se esistono gli hotspot. Nessuno inoltre puo garantire le capitali sulle intenzioni dei migranti, che una volta accolti in Bulgaria, Romania o Slovacchia potrebbero comunque decidere di trasferirsi in Germania. E’ un fenomeno che non sappiamo ostacolare.

Euronews
La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Ungheria proprio contro le leggi che il Governo Orban ha approvato a settembre.
Le cambierete per assecondare il volere di Bruxelles o no?

Péter Szijjártó
Restiamo profondamente convinti del fatto che queste leggi rispettino pienamente i valori e i regolamenti europei. Per questo non vedo ragioni di apportare cambiamenti. Ci rendiamo conto al contrario che Bruxelles stia cercando in qualche modo di vendicarsi nei nostri confronti, perché abbiamo presentato istanza alla Corte di Giustizia sul sistema di quote obbligatorie. E improvvisamente abbiamo ricevuto una procedura di infrazione. Non credo ci siano le basi legali per avvalorare questa procedura.

Euronews
La Commissione europea ha annunciato un nuovo piano per il controllo delle frontiere esterne. Gli agenti di frontiera potranno intervenire anche senza l’assenso del Paese. Condivide questo piano?

Péter Szijjártó
Non credo sia giusto approvare un regolamento del genere, che di fatto autorizza il controllo delle frontiere di un Paese anche se questo si oppone. Il controllo delle frontiere fa parte della sovranità di un Paese, che certo per avere migliori risultati può chiedere aiuto.