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Arabia Saudita: donne alle urne per la prima volta

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Arabia Saudita: donne alle urne per la prima volta

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Candidate ed elettrici compiono un primo timido passo verso l’eliminazione delle restrizioni alle donne, in linea con la rigorosa appplicazione della legge islamica. Sorprendentemente l’Arabia saudita non è l’unico paese: c’è ancora un altro stato nel mondo in cui le donne non sono mai state in grado di esprimere un voto: Città del Vaticano.

Sono piu’ di 900 le candidate del gentil sesso in lizza per I seggi municipali nonostante la Shariia impedisca loro di comunicare direttamente con i membri del sesso opposto di non partecipare a dibattiti televisivi ed esporre manifesti elettorali con il volto di candidate femminili. Con questa votazione, vengono decisi i due terzi dei 284 consigli municipali dell’Arabia Saudita, mentre il restante terzo viene nominato direttamente dal governo.

Finora a domenica 13 dicembre, 3 donne si sono aggiudicate il seggio del proprio Consiglio Comunale. Secondo il sito web saudita Sabq due donne, la dottoressa Luma Al Sulaiman e Rasha Hifdhim, hanno vinto a Jeddah, e Salma Al Otaibi, ha vinto alla Mecca.

Il risultato finale dovrebbe essere annunciato domenica in tarda serata o lunedi in mattinata.

E’ stato il Re Abdullah nel 2011 a concedere il voto alle donne per le elezioni del 2015

Co un decreto del 2011 aveva anche stabilito che proprio le donne dovessero rappresentare il 20% dei componenti del Consiglio della Shura, organo consultivo con poteri limitati nominato ogni quattro anni dal sovrano .

All’epoca la decisione venne fortemente criticata: da un lato bollata come politicamente motivata e dall’altra non abbastanza estrema, soprattutto in considerazione del fatto che le donne saudite legalmente non possono guidare, dibattere o apparire in pubblico senza essere accompagnate da un uomo di famiglia.

Durante I dibattiti in campagna elettorale le donne hanno dovuto rivolgersi agli uomini direttamente da dietro un sipario o far leggere il proprio discorso ad un uomo.

Più di 130,600 donne si sono registrate per votare. Una cifra comunque molto bassa in confronto ai 1,35 milioni di elettori iscritti di sesso maschile

Il fatto, comunque, che un terzo dei seggi del consiglio sarà nominato dal Ministero degli Affari Comunali, lascia alle donne un certo ottimismo sul fatto che alcuni seggi saranno lopro assegnati.

Gli ostacoli perdurano: dall’inizio della campagna elettorale, il mese scorso, tre donne implicate in attività politica sono state eliminate dale liste elettorali.

Loujain Hathloul, che ha trascorso più di due mesi in prigione dopo aver cercato di guidare un auto attraversando la frontiera tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti alla fine dello scorso anno, in un caso che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo.

Un’altra donna, Nassima Al Sadah, attivista per i diritti umani nella città Golfo di Qatif sulla costa, è stata eliminata dalle liste solo due giorni prima della fine della campagna elettorale. Sembra abbia avviato un’azione legale contro la decisione.

A Taef, nella regione occidentale dell’Arabia Saudita, la polizia ha avviato delle indagini su un opuscolo attribuito a figure religiose conservatrici che hanno chiesto agli elettori di non votare candidati di sesso femminile. Seconodo l’opuscolo votare per le donne è religiosamente inaccettabile, le donne non meritano di essere elette e votarle è peccato.