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Prima approvazione del registro dei passeggeri aerei. Il garante per la protezione dei dati : "schedare viaggiatori è illegale"

Il registro per i passeggeri aerei fà un passo avanti con una prima approvazione in commissione al Parlamento europeo. Bloccata da oltre due anni, la

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Prima approvazione del registro dei passeggeri aerei. Il garante per la protezione dei dati : "schedare viaggiatori è illegale"

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Il registro per i passeggeri aerei fà un passo avanti con una prima approvazione in commissione al Parlamento europeo. Bloccata da oltre due anni, la misura era stata sollecitata dalla Francia, dopo gli attentati di Parigi e prevede lo scambio di dati sui passeggeri nei voli in ingresso in Europa, e in modo non obbligatorio in quelli all’interno dell’unione.

Oltre ai dati già forniti alle compagnie aeree come indirizzo e modalità di pagamento, spiega il relatore- Timothy Kirkhope – “saranno aggiunti anche i dati relativi all’itinerario, se il passeggero si ferma in una località o prosegue il suo viaggio. L’obiettivo – dice- non è di creare dei profili a rischio, non vogliamo troppi dettagli personali, non vogliamo profili ma studiare modelli di comportamenti e di attività. questa è la chiave per una buona intelligence”

Il garante europeo per la protezione dei dati tuttavia ha espresso seri dubbi sull’efficacia di una raccolta indiscriminata di dati, secondo Giovanni Buttarelli sarebbe preferibile rafforzare gli strumenti anti-terrorismo che già esistono.

“Abbiamo iniziato nel 1985 a introdurre il sistema di informazione Schengen, poi c‘è stato Europol, dobbiamo essere realistici, alcuni di queste piattaforme non hanno avuto tutti i risultati che ci aspettavano, altre cominciano ad averlo dopo molti anni. Noi abbiamo bisogno di una risposta contro il terrorismo oggi, non di introdurre una nuova piattaforma che comincerà a dare risultati chissà fra quanti anni…è meglio comiciare con progetti molto piu’ selettivi”

Secondo il garante per la protezione dei dati, manca la base giuridica per questa direttiva, che rischia di essere bocciata dalla Corte di giustizia europea, come è successo recentemente per l’accordo Safe Harbour sullo scambio di dati con gli Stati Uniti e sulla direttiva per la conservazione dei dati.