ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Clima: passi in avanti ma nessun accordo a meno di 2 giorni dalla fine della Cop21

Progressi sì, passi decisivi non ancora. A meno di 48 ore dalla fine della maratona per il clima di Parigi, la bozza d’accordo distribuita ieri

Lettura in corso:

Clima: passi in avanti ma nessun accordo a meno di 2 giorni dalla fine della Cop21

Dimensioni di testo Aa Aa

Progressi sì, passi decisivi non ancora. A meno di 48 ore dalla fine della maratona per il clima di Parigi, la bozza d’accordo distribuita ieri rappresenta un passo in avanti. Un testo snellito da 50 a 29 pagine e le famigerate parentesi, che lasciano aperta la via ad opzioni divergenti, ridotte di 3/4 secondo quanto spiegato dal Presidente della Cop21, il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

“Ma ormai non manca molto” dice Jennifer Morgan, Direttrice del Climate Program al World Resources Institute. “La sfida per i negoziatori è quella snellire il testo senza far saltare le parti più ambiziose. Ci sarà un obiettivo a lungo termine oppure ci sarà invece un’evoluzione progressiva degli obiettivi fissati dai singoli Paesi? Tutte queste possibilità sono ancora da definire”.

I punti cardine di un possibile accordo ancora non definiti sono infatti il tetto di 1,5° oppure di 2° centigradi di aumento della temperatura. E soprattutto l’aiuto ai Paesi in via di sviluppo per contrastare le emissioni. Su questo aspetto la spaccatura è ancora profonda. Paesi come la Cina, il Brasile o ancora l’India storcono il naso all’idea di dover fare gli stessi, poderosi sforzi per limitare le proprie emissioni rispetto ai grandi inquinatori “storici” come gli Stati Uniti e i Paesi più industrializzati.

Pierre Cannet, responsabile del programma sul clima di WWF-Francia: “Al momento il testo dice che i 100 miliardi di aiuti ai Paesi in via di sviluppo dovranno aumentare dopo il 2020. Ma purtroppo per ora i leader mondiali non hanno spiegato realmente in che modo contano di aumentare il proprio impegno per sostenere i finanziamenti”.

Intanto al centro del Bourget, periferia Nord di Parigi, gli ambientalisti e le ong mantengono elevata la pressione sulle delegazioni internazionali affinchè entro venerdì sera si sottoscriva un accordo davvero efficace.

Grégoire Lory, inviato di euronews alla conferenza sul clima: “L’ultima bozza che ha circolato non fa l’unanimità ma i leader politici e le ong hanno comunque avanzato delle proposte interessanti e tuttavia insufficienti per parlare d’accordo. La Francia ha dunque deciso di cambiare metodo di lavoro per presentare un nuovo testo nelle ore a venire”.