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Film in streaming anche in vacanza, Bruxelles vuole aprire il mercato dei contenuti digitali

Per poter guardare anche in vacanza all’estero i film e le serie tv, o le partite di calcio per cui si paga l’abbonnamento nel proprio paese, la

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Film in streaming anche in vacanza, Bruxelles vuole aprire il mercato dei contenuti digitali

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Per poter guardare anche in vacanza all’estero i film e le serie tv, o le partite di calcio per cui si paga l’abbonnamento nel proprio paese, la Commissione europea propone la rivoluzione della portabilità dei contenuti online, sfidando i giganti del digitale come Netflix.

Spiega il commissario all’Economia digitale Günther Oettinger: “Sarà soprattutto il cittadino che utilizza i servizi digitali a trarre vantaggio da questa riforma. Perché l’industria europea sarà piu’ competitiva rispetto alla concorrenza globale di americani e asiatici, e questo contribuirà a mantenere posti di lavoro in Europa”

La riforma dovrebbe entrare in vigore dal 2017 insieme alla fine dei sovraccosti del roaming. Ma per l’eurodeputata Julia Reda, del partito pirata tedesco che si batte per una maggior trasparenza nel settore del web, il progetto ha delle lacune.

“La proposta sulla portabilità risolve solo un problema specifico: coloro che hanno un abbonamento in streaming per esempio Netflix, potranno utilizzarlo anche quando sono in vacanza. Ma non risolve il problema di tante persone che non hanno nel loro paese, l’offerta di contenuti digitali che vorrebbero utilizzare”.

La vera battaglia con l’industria dei media inizierà dunque l’anno prossimo quando la Commissioene incoraggierà i distribuitori e gli autori a offrire piu’ contenuti in diversi paesi o avere accesso a contenuti disponibili in un altro paese.

“La legislazione europea sui diritti d’autore risale al 1990, quando l’economia digitale era solo agli inizi- dice il commissario Ottinger. “Dobbiamo adattarla all’era digitale e abbiamo bisogno di armonizzarla a livello europeo”

In materia di copyright Bruxelles considera anche azioni contro servizi come Google News o Yahoo News che pubblicano solo parte di articoli scritti da altri giornali.