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Valaga FN alle regionali francesi. Scompiglio fra i partiti tradizionali

In vista del secondo turno, i socialisti ordinano il ritiro dei candidati in terza posizione, per fare muro contro l'estrema destra. I Repubblicani di Sarkozy: "Né ritiro, né fusione con altre liste"

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Valaga FN alle regionali francesi. Scompiglio fra i partiti tradizionali

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Primo partito in 6 delle 13 regioni della Francia metropolitana, un vantaggio che talvolta sfiora i 15 punti percentuali e risultati che polverizzano i precedenti record di elezioni europee e dipartimentali. Il Front National di Marine Le Pen sfonda al primo turno delle regionali e getta scompiglio fra i partiti tradizionali.

Roccaforti dell’avanzata blu sono il Nord-Passo di Calais e la Provenza-Alpi-Costa-Azzurra, dove la Presidente dell’FN e la nipote Marion Marechal Le Pen sfondano il tetto del 40%. Di qualche decimale appena il distacco dal primo partito in Normandia.

Risultati che fanno parlare Marine Le Pen di “rivolta del popolo contro le elites”. “In queste elezioni – ha detto quando lo spoglio in corso già assicurava al suo partito intorno al 28% dei voti – noi rappresentiamo un vero soffio di libertà, d’indipendenza, di rigore e di convizione. A differenza dei nostri avversari non scenderemo però a patti con nessuno e andremo avanti per la nostra strada”.

La stoccata è in particolare ai socialisti di Hollande che, indietro di oltre quattro punti percentuali, hanno ordinato ai propri candidati di ritirarsi dalle regioni in cui sono in terza posizione, per non frammentare l’opposizione al Front National.

Meno pronunciato lil ritardo del centrodestra dei Repubblicani, che per bocca di Sarkozy rifiutano qualsiasi “fusione o ritiro” in vista del secondo turno di domenica prossima, ma si dividono al loro interno in merito alla strategia da seguire.

Al passo indietro si ribella anche il candidato socialista della regione che include Alsazia e Lorena, Jean-Pierre Masseret, mentre dove necessario i Verdi invitano ad appoggiare il centrodestra.

“Lo choc” e “Regionali: stato d’allerta” i titoli con cui “Le Figaro” e “La Provence” di Marsiglia esprimono sbigottimento e allarme con cui la Francia si è risvegliata all’indomani del voto. Un’immagine sgranata di Marine Le Pen, di cui si distingue sempre meglio il volto, la foto a tutta pagina che il quotidiano di sinistra “Libération” accompagna al titolo “Si avvicina”.

Sempre il conservatore “Le Figaro” affida l’analisi del voto al suo direttore, che in un editoriale parla di risultato frutto di una “rabbia” alimentata da 30 anni di impotenza dei governi. Mentre il quotidiano economico “Les Echos” parla poi di atmosfera di rassegnazione negli elettorati dei partiti tradizionali e “Libération” lancia un appello far prevalere la “logica del nemico comune”, la testata locale “Var Matin” prende posizione con una prima pagina in cui sulla foto di Marion Marechal Le Pen campeggia il titolo “Tutti contro di lei”.