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Lesbo, un lieto fine ed un nuovo inizio per Samer

Zsuzsa ha scrutato l’orizzonte dell’isola greca di Lesbo per giorni prima di vedere arrivare a bordo di un gommone il suo Samer, scappato prima da

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Lesbo, un lieto fine ed un nuovo inizio per Samer

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Zsuzsa ha scrutato l’orizzonte dell’isola greca di Lesbo per giorni prima di vedere arrivare a bordo di un gommone il suo Samer, scappato prima da Aleppo e poi sopravvissuto al naufragio dell’imbarcazione su cui viaggiava, partita dalla costa turca.

Zsuzsa Zsohar, traduttrice e volontaria per “Migration Aid”: “La notte prima aveva già tentato di approdare, ma la nave è affondata e poi la zona era controllata dalla polizia. Abbiamo gridato per tutto il giorno e la notte”.

Circa 20 chilometri separano, nel mar Egeo nord-orientale, l’isola greca di Lesbo dalla costa turca.
Samer è un farmacista che ad Aleppo ha lasciato tutto:

“Non ho ancora un piano. Ho già quello che voglio sono arrivato qui prima ero dall’altra parte e lei mi stava aspettando. Le ho promesso che ce l’avrei fatta e poi l’ho trovata qui, ci siamo riconosciuti”.

Sulle coste turche sono oltre 1300 i profughi in attesa di attraversare, come Samer, il braccio di mare che li separa dall’isola di Lesbo. Secondo fonti ufficiali, sono oltre 600 mila le vittime di naufragi, si tratta di chi ha cercato la fuga da Siria ed Afghanistan lungo la cosiddetta “Via del Mediterraneo orientale”.