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Cop21: iniziata a Parigi la conferenza sul clima

L’accordo sul clima deve essere vincolante, dinamico e soprattutto giusto. Si è aperta sotto i migliori auspici la conferenza sul clima di Parigi

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Cop21: iniziata a Parigi la conferenza sul clima

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L’accordo sul clima deve essere vincolante, dinamico e soprattutto giusto.

Si è aperta sotto i migliori auspici la conferenza sul clima di Parigi.

Che ha prima di tutto ricordato le vittime degli attentati del 13 novembre con un minuto di silenzio.

I 147 capi di stato e di governo, presenti, in collaborazione con le delegazioni nazionali, le Ong e altri rappresentanti della società civile, sono chiamati a trovare un accordo per limitare, da qui alla fine del secolo, il surriscaldamento climatico al di sotto dei 2° C, rispetto alle temperature pre-industriali.
La Francia, che presiede la conferenza, ha il compito di agevolare il raggiungimento di un’intesa, facilitando i negoziati.

Il compito non sarà facile, ma il pianeta è giunto a un punto di non ritorno e la Cop 21 è un’opportunità da non sprecare ha dichiarato il presidente francese François Hollande.

“È un giorno storico, mai una conferenza aveva riunito tante autorità proveniente da così diversi Paesi, mai e ripeto mai, la posta in gioco è stata così importante. La vostra presenza anima la più grande speranza che non possiamo deludere. L’attenzione di milioni di persone è rivolta su di noi”.

Non tutti i Paesi sono d’accordo sul fatto che l’intesa debba avere un carattere vincolante, gli Stati Uniti per esempio non potrebbero accettarla, per aggirare la difficoltà l’accordo sarà probabilmente sottoposto a controlli periodici tutti i cinque anni.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon:

“Avete il potere per assicurare il benessere delle future generazioni. Vi chiedo con urgenza di spingere i vostri ministri, i vostri negoziatori a scegliere il cammino del compromesso, del consenso e se necessario della flessibilità. Il tempo di assumere rischi è finito”.

L’accordo deve essere soprattutto giusto, come ha chiesto il premier indiano Modi. I Paesi in via di sviluppo e i Paesi più vulnerabili, le isole in modo particolare la cui stessa esistenza è minacciata dai cambiamenti climatici, chiedono un forte impegno da parte dei Paesi industrializzati. Chiedono che si concretizzi l’impegno di mobilitare 100 miliardi di dollari (93 miliardi di euro) fino al 2020 per aiutare i Paesi più svantaggiati a far fronte al surriscaldamento del pianeta.