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Turchia in piazza per Tahir Elçi: "Sappiamo chi sono gli assassini"

La Turchia s’indigna per l’omicidio di Tahir Elçi, il capo degli avvocati curdi ucciso sabato in una sparatoria a Diyarbakir, nel sud-est a

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Turchia in piazza per Tahir Elçi: "Sappiamo chi sono gli assassini"

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La Turchia s’indigna per l’omicidio di Tahir Elçi, il capo degli avvocati curdi ucciso sabato in una sparatoria a Diyarbakir, nel sud-est a maggioranza curda del Paese. Nella stessa Diayarbakir ma anche ad Ankara e Istanbul le manifestazioni in sua memoria e contro il governo sono state disperse dalla polizia a colpi di lacrimogeni e cannoni ad acqua.

“Sappiamo chi sono gli assassini”: gridano i dimostranti nella capitale. L’opposizione denuncia un “omicidio premeditato e di regime”. Ipotizza, invece, una “tragica casualità“il governo che assegna l’inchiesta a un team di quattro ispettori.

“Come membri della ‘Piattaforma di diritto democratico’ siamo venuti qui per protestare contro l’omicidio del nostro collega, attivista per i diritti umani e capo dell’associazione degli avvocati di Diyarbakir, Tahir Elçi. È un dato di fatto che gli anni che stiamo attraversando sono peggiori di quelli Novanta, soprattutto se guardiamo a quello che stava facendo Tahir Elçi. Il trattamento che gli è stato riservato dopo aver reso pubbliche alcune sue posizioni ci dice chi sono i suoi reali assassini”, spiega l’avvocato Pinar Akdemir.

Nella sparatoria, avvenuta nel distretto di Sur, nella città curda di Diyarbakir, sono rimasti uccisi anche due poliziotti. 49 anni, Tahir Elçi seguiva processi di arresti e omicidi di civili in Turchia.

Il mese scorso era stato accusato di “apologia di terrorismo” per aver detto di non considerare il Pkk un’organizzazione terroristica, come invece ritiene Ankara.

Parole di cui, nonostante le minacce, non si era mai pentito.