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"Visa For Music": la promozione della musica africana alla seconda edizione

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"Visa For Music": la promozione della musica africana alla seconda edizione

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Rabat, in Marocco, ha accolto per la seconda volta “Visa For Music”, una fiera musicale di quattro giorni con professionisti da tutto il mondo

Rabat, in Marocco, ha accolto per la seconda volta “Visa For Music”, una fiera musicale di quattro giorni con professionisti da tutto il mondo. Concerti, corsi di formazione e incontri con impresari per promuovere in particolare la musica di Africa e Medio Oriente.

“La maggior parte degli artisti che facevano parte del programma dell’anno scorso è riuscita poi a esibirsi in festival molto prestigiosi in giro per il mondo – afferma Brahim El Mazned, direttore e fondatore di “Visa For Music” – in Europa, negli Stati Uniti, in Canada e anche in Medio Oriente”.

Tra i gruppi della seconda edizione “Créole”, una band dell’isola colombiana di San Andrés.

Uno dei professionisti venuti a Rabat per scoprire nuovi talenti è Patrick De Groote, direttore artistico del festival belga Sfinks Mixed, al suo secondo appuntamento con Visa For Music. “Credo che in Europa, le fiere della musica siano un po’ tutte simili, si incontrano le stesse persone che da anni ti vendono gli stessi artisti. Invece venire qui per un salone dove si possono incontrare nuovi artisti e allacciare nuovi contatti, con una ventata di freschezza e tanta gioventù, è un piacere e ringiovanisce anche la scena musicale nei nostri Paesi”.

“Tenerife Creativa“è un progetto che ha come obiettivo la promozione delle imprese culturali pubbliche e private delle Isole Canarie all’estero. Alla fiera hanno presentato un gruppo formato da una cantante cubana, una tastierista e cantante giapponese e un chitarrista di Tenerife.

“Tradizionalmente dalle Isole Canarie abbiamo osservato molto l’Europa e l’America”, spiega Néstor Yanes Díaz, responsabile del progetto “Tenerife Creativa”. “Adesso però stiamo scoprendo il nostro continente che è l’Africa. Ci rendiamo conto che abbiamo molte opportunità professionali, di collaborazione con tutte i partner che possiamo incontrare in questa fiera”.

A Rabat anche Weesli e la sua band: il cantante e chitarrista, originario di Port-au-Prince, lavora a Montreal, in Canada.

Stefanie Schumann, manager musicale, fa il giro di tutte le principali fiere nel mondo. “È vero che ci sono molte fiere musicali – sostiene Schumann – ma per me le più piccole sono più allettanti. Nei grandi saloni la gente è stressata ed è davvero difficile trovare il tempo per parlare. Qui è molto più facile conoscere bene i partner professionali e tessere contatti”.

Gabacho Maroconnection è una band franco-ispano-marocchina che utilizza diversi stili musicali: negli ultimi tre anni si è esibita in un centinaio di concerti in tutto il mondo.

Il presentatore Mc Zanzan lo scorso anno aveva lanciato un progetto per videoclip: “Quest’anno sono venuto per vedere come sta andando il progetto, se ci sono stati sviluppi o meno. È bello tornare qui, ho potuto vedere nuovi progetti, incontrare nuove persone venute da altri Paesi”.

Wolfgang Spindler, euronews: Da dove viene?

Christine Akoth Obanda: “Dal Kenya. Sono una cantante e ho un gruppo. Sono davvero impressionata dalla quantità di contatti che ho potuto tessere e dalla rete che ho potuto costruire, ho incontrato così tante persone, così tanti produttori, manager, gente che lavora nel settore da tanto tempo e con cui potrei lavorare e avere un futuro da professionista della musica”.

“Credo che il sud e il nord dell’Africa qui si uniscano”, sostiene Billy Domingo, direttore del festival jazz di Città del Capo. “Per me è un’opportunità per scoprire gli artisti africani in Africa invece di andare in Francia o in Belgio per trovare artisti africani, volevo sapere di cosa si trattasse, ho avuto un’ottima impressione”.

Il marocchino Jbara fonde il genere rai e la musica tradizionale del suo Paese con il Rock.

Durante i quattro giorni del Festival si sono esibite circa 60 band.

Wolfgang Spindler, euronews:
“La seconda edizione di Visa for Music ha dimostrato che c‘è la necessità di un salone della musica in Nordafrica. Si spera che gli organizzatori trovino il sostegno necessario in modo che questo salone diventi parte integrante dell’industria musicale internazionale”.