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Cop21: la paura di un accordo al ribasso

In una Parigi blindata si apre la conferenza sul clima. 11.000 agenti mobilitati

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Cop21: la paura di un accordo al ribasso

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In una Parigi blindata si apre lunedì la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

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François Hollande "Vogliamo l'accordo, non un accordo qualsiasi, uno ambizioso e vincolante"

Sono attesi 147 capi di Stato. Nella ville lumière sarà difficile muoversi e usare la metro, 11 mila i poliziotti mobilitati di cui 8000 alla frontiera.

E mentre le prime delegazioni arrivano in Francia, alla padrona di casa spetta il compito di facilitare il dibattito e un funzionamento trasparente e inclusivo per favorire un accordo.

Accordo che deve essere vincolante per il presidente francese François Hollande.

“Vogliamo l’accordo, non un accordo qualsiasi, uno ambizioso e vincolante che ci permetta di limitare a 2° gradi l’aumento della temperatura entro la fine del secolo”.

Non tutti i Paesi sono d’accordo sul fatto che l’intesa possa essere vincolante, nemmeno quelli che inquinano di più come Stati Uniti, Cina e India.

Eppure proprio Cina e Stati Uniti sono i Paesi più colpiti dalle catastrofi naturali, dovute al cambiamento climatico.

Questo non vuol dire comunque che la Cina non voglia aumentare i propri sforzi per ridurre le emissioni di gas a effetto sera, di cui vanta il primato mondiale. Al contrario, in un documento, Pechino ha precisato le misure che intende prendere per il 2020-2030.

http://www.versoparigi2015.it/it/trattativa/2015-parigi-unfccc-cop-21-la-proposta-della-cina

Prima produttrice mondiale di energia fossile e quarta al mondo per le emissioni tossiche, la Russia è molto lontana dagli obiettivi europei. Concentrata a migliorare l’efficacia energetica più che a sviluppare le energie alternative, vede a Parigi lo stesso Putin, e già questo è un segno positivo.

L’obiettivo dell’accordo di Parigi è di limitare il riscaldamento del pianeta di due gradi rispetto alle temperature pre-industriali.

Organizzazioni come la Oxfam e gli stessi Paesi in via di sviluppo chiedono obiettivi più ambiziosi ,(1,5° C). Il riscaldamento del pianeta si tradurrà, stando a stime in quasi 800 miliardi di dollari di costi da sostenere per le economie emergenti.

Il 2015 potrebbe essere l’anno più caldo di sempre come ha annunciato l’Organizzazione mondiale della meteorologia. L’aumento della temperatura potrebbe superare la soglia simbolica di un grado.

Il futuro del pianeta è nelle nostre mani, come recita lo slogan della Cop21.