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L'ardua trattativa del summit sul clima per fermare il disastro ambientale

Il summit sul clima di Parigi si avvicina, i leader mondiali possono fermare il riscaldamento globale con un trattato che tagli i gas serra prima che

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L'ardua trattativa del summit sul clima per fermare il disastro ambientale

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Il summit sul clima di Parigi si avvicina, i leader mondiali possono fermare il riscaldamento globale con un trattato che tagli i gas serra prima che sia troppo tardi oppure gli impegni finora espressi sono troppo limitati e tardivi?

In questa puntata di The Network ne parliamo con Hans Bruyninckx, direttore dell’Agenzia Europea dell’Ambiente,
Martin Kaiser, direttore delle politiche internazionali sul clima di Greenpeace e Alexandre Affre, direttore affari industriali di Business Europe, che raggruppa le associazioni imprenditoriali di 34 Paesi.

Il summit sul clima a Parigi si pone l’obiettivo di raggiungere un accordo sui tagli delle emissioni di CO2 per impedire un forte innalzamento dei livelli del mare e il dramma di milioni di sfollati causati dai cambiamento climatici.

Hans Bruyninckx, direttore dell’Agenzia Europea dell’Ambiente: “Stiamo raggiungendo una curva nel sistema energetico. Lo scorso anno è stato il primo nel quale abbiamo investito di più nelle rinnovabili che nelle energie tradizionali. Sappiamo che una volta superato questo punto di svolta, si verificherà uno spostamento della tecnologia che potrebbe essere più rapido rispetto a quanto si aspettano oggi i principali attori, inclusa l’Agenzia Internazionale per l’Energia”.

Martin Kaiser, direttore delle politiche internazionali sul clima di Greenpeace: “È incoraggiante vedere che in Cina aumentano le rinnovabili, mentre il carbone è in declino.
Gli Stati Uniti investono nelle energie rinnovabili. Ma siamo ancora lontani dal limitare il surriscaldamento globale ben al di sotto di 1,5-2 gradi. Per questo Greenpeace chiede che la conferenza prenda una decisione su un obiettivo a lungo termine, per generare energia al cento per cento con le rinnovabili entro il 2050, a livello globale”.

Alexandre Affre, direttore affari industriali di Business Europe: “I beni e le soluzioni a bassa emissione di carbonio forniscono molte opportunità di crescita e di occupazione, ma non si devono ignorare i costi che devono assumere le industrie ad alto impiego di energia”.