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L'uguaglianza tra uomini e donne al lavoro è ancora lontana

Le donne continuano a guadagnare molto meno degli uomini. Il fenomeno trova una nuova conferma nel rapporto pubblicato recentemente dal World

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L'uguaglianza tra uomini e donne al lavoro è ancora lontana

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Le donne continuano a guadagnare molto meno degli uomini. Il fenomeno trova una nuova conferma nel rapporto pubblicato recentemente dal World Economic Forum.

Il Global Gender Gap Report rivela che tra il 2006 e il 2015 la forza lavoro femminile nel mondo è aumentata di ducentocinquantamila unità, ma il divario di genere negli stipendi rimane più o meno lo stesso.

I progressi in tema salariale sono minimi. Al punto che, di questo passo, ci vorranno 118 anni, ad esempio in Italia, per colmare la distanza.

Sul sito del WEF ognuno può calcolare il proprio gap di genere

I Paesi del nord Europa si confermano la patria dell’uguaglianza di genere, con l’Islanda al primo posto, seguita da Norvegia, Finlandia e Svezia.

Oltre agli aspetti economici, il rapporto esamina anche la presenza delle donne in ruoli decisionali, in ambito politico e altrove.

A dispetto delle leggi sulle quote rose, ormai introdotte anche in paesi al di fuori del mondo occidentale, le donne sono solo il 19% dei parlamentari e il 18% dei ministri e la metà delle nazioni non ha mai avuto un capo di Stato donna.

In Italia, i guadagni delle professioniste non solo continuano a essere di molto inferiori a quelli degli uomini, ma il divario si sta ampliando. È quanto appare anche dal prossimo Report che l’Adepp presenterà tra qualche settimana.
‘‘Si conferma un grave problema sul tema del gender gap, le
donne guadagnano molto meno degli uomini’‘ ha dichiarato il presidente
dell’associazione degli istituti di previdenza dei
professionisti, Andrea Camporese.

Infine, è opportuno ricordare che allo studio delle disuguaglianze di genere si dedicava Valeria Solesin, la 28enne italiana morta nell’attentato al Bataclan di Parigi.

Paragonando in particolare Italia e Francia, la giovane sociologa sottolineava ad esempio che il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 64 anni è del 50% nello stivale, contro il 65% oltralpe, dove è inoltre più ampia la percentuale delle donne che lavorano pur avendo più figli.
Un modo per ricordarla è anche conoscere le sue ricerche e le sue riflessioni#