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Mali: le testimonianze dei sopravvissuti

Durante le fasi concitate dell’attacco, i gruppi di ospiti liberati dall’albergo venivano portati in questa palestra, dove li raggiungeva il

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Mali: le testimonianze dei sopravvissuti

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Durante le fasi concitate dell’attacco, i gruppi di ospiti liberati dall’albergo venivano portati in questa palestra, dove li raggiungeva il personale delle rispettive ambasciate, per verificare le identità e l’assenza di problemi.

Qualcuno di loro ha accettato di raccontare ai media quello che avevano visto:

“Stamattina verso le 6.50 sono venuti verso la via del liceo Horizon, sono arrivati alle barriere e hanno cominciato a sparare verso le guardie che sono laggiù, hanno cominciato a sparare sui sorveglianti. Poi sono entrati nella hall, hanno ucciso un bianco. L’hanno sgozzato e dicevano Allahu Akbar.”

“All’inizio pensavo che siu trattasse di petardi o qualcosa del genere. Non immaginavo che fosse una presa d’ostaggi. Poi ho visto che continuava, ed è risuonato l’allarme dell’hotel. Sono uscito all’istante perché non pensavo che fosse una presa d’ostaggi. Sono uscito per andare verso il ristorante, ho imboccato il corridoio e ho visto che c’era molto fumo. Poi sono tornato nella mia camera per chiudermi dentro, e poi sono arrivate le forze maliane che ci hanno recuperati”.

Tutte le loro testimonianze vengono ora raccolte dagli investigatori, nell’ambito di un’inchiesta cui prendono parte anche francesi e statunitensi. Si tratta di verificare le défaillance della sicurezza, ma anche l’esistenza di eventuali appoggi interni e se i terroristi abbiano detto qualcosa di utile a confermare la rivendicazione e i legami con i gruppi del terrorismo internazionale.