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Il Festival Cinematografico di Salonicco 2015

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Il Festival Cinematografico di Salonicco 2015

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Si è conclusa a Salonicco la 56esima edizione del maggiore Festival Internazionale Cinematografico di Grecia. Il programma ha incluso oltre 200 film

Si è conclusa a Salonicco la 56esima edizione del maggiore Festival Internazionale Cinematografico di Grecia.

Il programma ha incluso oltre 200 film da tutto il mondo. Molte delle sessioni hanno avuto il tutto esaurito.

Dimitri Eipides, direttore del festival: “Ogni anno ci confrontiamo con una nuova sfida. La mia ambizione è un festival che includa tutte le nuove tendenze del cinema indipendente. Mi interessa particolarmente questo campo. E ‘una festa per tutti i cinefili, in particolare le giovani generazioni. Vorrei che gli spettatori avessero la possibilità di scoprire tutte le novità del cinema. L’arte è una cosa che rigenera sempre.”

Il premio per il miglior film (l’Alessandro d’Oro) è andato a “Rams” dell’ islandese Grímur Hákonarson. Il film racconta di due fratelli che per 40 anni non si sono piu’ parlati e adesso devono difendere le loro greggi.

0.49 , César Acevedo – Burning Blue

“Un mondo fragile” (titolo originale “La tierra y la sombra”) di César Acevedo ha vinto il secondo premio. Alfonso, un vecchio contadino, dopo diciassette anni torna dalla sua famiglia in Colombia per accudire il figlio Gerardo, gravemente malato e ritrova un paesaggio apocalittico attorno a quella che era casa sua. L’opera ha già vinto a Cannes 2015 la Camera D’ Or.

Cesar Acevedo, regista: “Il film investe le rivendicazioni delle lotte dei contadini ma non in modo stereotipato. Semplicemente ho voluto intavolare un dialogo con queste problematiche”.

Debutto europeo a Salonicco di “Camino a La Paz” del 37enne argentino Francisco Varone. La storia è quella di una road movie: un anziano musulmano domanda a “un tassista dilettante” di portarlo con una Peugeot 505, da Buenos Aires a La Paz, città dalla quale intende recarsi alla Mecca. Un film lungo 3000 km.

Francisco Varone, regista: “Quando sono tornato stanco all’hotel e mi sono reso conto di quello che dovevamo fare l’indomani e il giorno dopo e i giorni seguenti con cosi’ tanti km ancora da percorrere, la battuta con la troupe era quella di dire: il prossimo film un cast da due persone dentro una casa a Buenos Aires. Niente automobili, niente cani, la prossima volta sarà cosi’‘”.

“Sparrows” (passeri) di Rúnar Rúnarsson racconta di un adolescente che si trasferisce con il padre nella profonda provincia islandese in seguito a gravi problemi familiari. Il film ha vinto qui il premio alla migliore realizzazione artistica ma anche il Gran Premio al Festival di San Sebastian. Ma è una storia che nasce dall’autobiografia del regista?

Rúnar Rúnarsson, regista:“Ho cercato di scrivere col cuore e non col cervello. Il cervello aiuta il cuore a volte ma per me piu’ importante è usare il cuore. In un modo o in un altro molte cose sono riferite a me, alle mie esperienze o le mie interpretazioni di quello che hanno vissuto gli amici”.

Quest’anno il festival di Salonicco ha reso omaggio al grande regista francese
Arnaud Desplechin. Un tributo che ha riproposto il suo grande debutto con “La Vie des morts” del 1991 fino al piu’ recente “My Golden Days” dedicato agli anni della giovinezza.

Arnaud Desplechin, regista: “E’ la prima volta che vengo come regista. Questa retrospettiva con copie restaurate dei film e copie nuove che posso mostrare al pubblico greco è una cosa commovente. L’incontro col pubblico e le discussioni che sono seguite in sala mi sono sembrate un coronamento, una cosa molto forte per me”.

Yorgos Mitropoulos, euronews: “Nonostante la crisi economica e i problemi finanziari il 56esimo Festivakl Cinematografico di Salonicco è stato fra i migliori. L’accento è stato posto sui tributi al passato e al presente del mondo del cinema e alle produzioni indipendenti in tutto il mondo”

http://www.filmfestival.gr/default.aspx?lang=en-US&page=607&newsid=2164