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Parigi e la resilienza dei suoi studenti

Sulle scuole di Parigi, che hanno riaperto i battenti lunedí mattina, aleggia un’atmosfera strana. Alla stampa è vietato entrare e i dirigenti non

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Parigi e la resilienza dei suoi studenti

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Sulle scuole di Parigi, che hanno riaperto i battenti lunedí mattina, aleggia un’atmosfera strana.

Alla stampa è vietato entrare e i dirigenti non possono parlare. Gli studenti devono rispettare le regole della sicurezza per entrare e uscire dall’edificio e non possono stare fuori troppo a lungo.

All’ora di pranzo, li incontriamo per condividere le loro emozioni.

Axel Manuali, insegnante, Liceo Voltaire: “Tutta la scuola si è stretta in un abbraccio. E ‘ stato un momento molto forte: alunni, insegnanti, team educativi, dirigenti, ognuno ha reagito in modo molto solidale.”

Il Liceo Voltaire è una delle scuole che si trovano nell’undicesimo distretto di Parigi, molto vicino ai luoghi degli attacchi, in cui sono morte 129 persone.

Sacha Sztejnbock, studente, Liceo Voltaire: “Ció che è successo non ci impedirà di vivere. Noi vivremo, continueremo a vivere come prima. Nel profondo del nostro cuore siamo tristi, scioccati. Ma non dobbiamo avere apura.”

Jade Rozenkranc, studentessa, Liceo Voltaire: “Le generazione passate ci hanno lasciato un mondo caotico, pieno di guerre. Noi non le vogliamo… Per il futuro dei nostri figli, ci chiediamo se davvero ne valga la pena. Ci sono troppi problemi, di ogni tipo: ambientali e altro. I problemi affliggono il nostro pianeta e come se non bastasse ci si mettono anche gli esseri umani. Non sappiamo affatto se il futuro ci riserverà qualcosa di buono.”

Valerie Gauriat, Parigi, euronews: “Voltaire, illustre filosofo dell’Illuminismo, era noto per la sua lotta contro il fanatismo religioso e a favore della libertà di pensiero. Temi che oggi hanno una ruolo importante nelle menti di questi giovani parigini che hanno ripreso le lezioni.”