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G20 e terrorismo: un minuto di silenzio. Colloquio Obama-Putin

'Siamo più forti del terrorismo' dice Merkel. Obama e Putin si parlano a quattr'occhi sulla Siria

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G20 e terrorismo: un minuto di silenzio. Colloquio Obama-Putin

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Un minuto di silenzio per commemorare le vittime del terrorismo che ha colpito a Parigi come ad Ankara e a Beirut.

I capi di stato e di governo dei 20 paesi più industrializzati hanno aperto così i lavori del G20 riunito ad Antalya, in Turchia.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha riassunto il comune sentire dei leader più influenti del mondo:

_Da qui, dal G20 vogliamo lanciare un messaggio: questo messaggio è che noi siamo più forti di qualunque forma di terrorismo. Appoggiamo e sosteniamo la Francia che sta lavorando per trovare i responsabili e i loro complici, per smantellare la rete che li ha aiutati.

Prima di tutto lo dobbiamo alle vittime e ai loro familiari, ma è anche necessario per la sicurezza di tutti noi e lo dobbiamo anche ai molti profughi innocenti che stanno scappando dalla guerra e dal terrorismo._

Colloquio Obama-Putin

A parte il minuto di silenzio iniziale, l’immagine più forte di questa prima giornata di vertice è stata senz’altro questa: il presidente degli Stati uniti Barack Obama e il suo omologo russo Vladimir Putin che parlano fitto fitto in un angolo.

Che si sono detti? Fra gli argomenti senz’altro la Siria. La Casa bianca ha definito il colloquio ‘costruttivo’. Sarebbero stati sottolineati i progressi diplomatici fatti a Vienna il 14 novembre. In particolare rispetto all’accordo sulla necessità di un immediato cessate il fuoco e sull’auspicio dell’avvio di una transizione politica a Damasco.

L’obiettivo pare condiviso; su come arrivarci, fra i due capi di stato conrtinuano ad esserci delle divergenze.