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Siria: dai colloqui di Vienna nuova roadmap, ma senza accordo su Assad

C‘è una nuova road map per la Siria, forse spinta anche dagli attacchi di Parigi: la comunità internazionale, (in questo caso una ventina di Paesi

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Siria: dai colloqui di Vienna nuova roadmap, ma senza accordo su Assad

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C‘è una nuova road map per la Siria, forse spinta anche dagli attacchi di Parigi: la comunità internazionale, (in questo caso una ventina di Paesi rappresentati a Vienna nel secondo round di trattative all’Hotel Imperial) ha trovato un accordo che però lascia irrisolti alcuni dei nodi principali, a partire dal destino di Assad.

Su questo, la Russia è chiara nel non accettare che venga deciso al tavolo delle trattative:

“Abbiamo ribadito che il futuro della Siria dovrà essere deciso dal popolo siriano. E questo vale anche per il destino di Assad come di ogni altro politico di quel Paese”, ha detto il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

Dal canto loro gli Stati Uniti, che hanno sempre posto l’uscita di scena di Assad come condizione preliminare ad ogni transizione, devono ora far fronte a una situazione caratterizzata dall’intervento diretto della Russia nel conflitto.

Per il Segretario di Stato americano John Kerry, Assad deve comunque fare una scelta fondamentale:

“La situazione è tale che lui, Assad, è diventato una calamita per i combattenti stranieri. Gente che viene da tutto il mondo, e che aderisce all’Isis o Al Nusra o altri movimenti, ma soprattutto l’Isis, per via della guerra contro Assad, e questo conflitto continuerà. Il modo migliore per risolvere questo problema, da parte di Assad, è riconoscere che potrebbe salvare il proprio Paese prendendo parte a questa transizione e consentendo ai paesi della regione di sconfiggere l’Isis.”

La roadmap prevede l’avvio a gennaio di trattative tra regime e opposizione, dopodiché dovrebbe essere avviata una fase di transizione con le necessarie riforme costituzionali. Trovato l’accordo lasciando in sospeso alcuni punti, non sarà facile arrivare all’implementazione. Ma la comunità internazionale si è almeno mostrata unita:

“La tragedia di Parigi – dice l’inviata di euronews -ha senza dubbio proiettato la propria ombra anche sui colloqui di Vienna, ma i partecipanti hanno sottolineato che quello che è accaduto li ha rafforzati nell’idea di dover combattere il terrorismo insieme e in modo deciso”.