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Il premio WISE a Sakena Yacoobi, donna impegnata nell'istruzione degli afghani

In questa puntata ci rechiamo in Afghanistan per ascoltare la storia di Sakena Yacoobi. Yacoobi, fondatrice dell’istituto afghano per

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Il premio WISE a Sakena Yacoobi, donna impegnata nell'istruzione degli afghani

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In questa puntata ci rechiamo in Afghanistan per ascoltare la storia di Sakena Yacoobi.

Yacoobi, fondatrice dell’istituto afghano per l’apprendimento, è la vincitrice del premio WISE, al summit mondiale sull’innovazione nell’educazione.

Ha dedicato la propria vita a migliorare l’educazione e la sanità, con un’attenzione speciale alle ragazze e alle donne. Ha dato lezioni di nascosto sotto il regime dei Taleban e poi ha aperto scuole private, un ospedale e anche una stazione radiofonica. La sua Ong si occupa di 350.000 persone l’anno.

Ogni donna deve essere autosufficiente

“Ogni donna deve essere autosufficiente, deve essere valorizzata”, afferma Sakena Yacoobi. “Così questi centri devono avere potere ed essere autosufficienti. Una volta diventati autosufficienti, onorano la loro stessa organizzazione e noi possiamo continuare ad aprire nuovi centri, a formare, a insegnare, ad assistere. Diventano autonomi e noi passiamo al prossimo”.

“La prima volta che sono venuta qui, non sapevo nulla, ero analfabeta”, racconta Ruquia Panahi, ex studentessa. “Qui ho cominciato a leggere e a scrivere così dopo ho potuto iscrivermi al corso di sartoria. Adesso ho un negozio e insegno il mestiere a due studenti. Qui ho imparato tutto, ora sono una brava sarta e non devo più chiedere i soldi a mio marito”.

Quattrocentoottanta persone, in maggioranza donne, lavorano all’istituto afghano per l’apprendimento, che ha aperto 340 centri, quasi tutti diventati autosufficienti.

“L’educazione ti dà potere, status, queste donne sono brillanti, intelligenti, ma non hanno avuto opportunità in passato”, dice Yacoobi. “Se non ci fosse stato questo centro, adesso sarebbero a casa a cucinare, a pulire o semplicemente sedute. Invece vengono qui, si scambiano idee, ridono, scherzano, si divertono, e allo stesso tempo imparano a leggere e a scrivere. Mi fa molto piacere, mi rende felice”.

Voglio che gli studenti sviluppino il pensiero critico

Nel quartiere di Sufiabad, nella zona nord di Herat, si trova una delle quattro scuole private aperte da Yacoobi.
Oltre al programma abituale, gli allievi apprendono anche preziose capacità di leadership. Le scuole vengono finanziate con donazioni e tasse, e chi non può permettersi di pagare riceve borse di studio.

“Da bambina, dal primo al dodicesimo anno di studi, ho imparato ripetendo a memoria”, racconta la vincitrice del premio WISE. “Non voglio che accada alla futura generazione dell’Afghanistan. Voglio che sviluppino il pensiero critico. Voglio sentirli fare delle domande, voglio che si sentano liberi in classe. Non voglio che gli insegnanti picchino i bambini. Se un insegnante entra in classe con amore, con passione, con saggezza, allora può entrare meglio in sintonia con un bambino rispetto a un insegnante rigido”.

Educazione non soltanto a scuola, ma anche negli ospedali

La Ong di Yacoobi ha anche formato infermiere, levatrici, operatori sanitari: provvedono all’educazione sanitaria negli ospedali pubblici.

“L’educazione sanitaria e l’educazione sono come catene, sono legate l’una all’altra”, spiega Yacoobi. “Il mio approccio è dare alle persone che arrivano per le visite mediche la possibilità di imparare allo stesso tempo qualcosa sulla propria salute. Imparano a mangiare bene, ad avere una buona igiene, servizi igienici, a curare malattie semplici e a prendersi cura dei propri figli”.

Il suo prossimo obiettivo: aprire un’università in Afghanistan.

“Molte ragazzine non hanno avuto i miei stessi vantaggi. Ho avuto un padre fantastico, con il quale avevo una relazione speciale. Credo che oggi, tutto ciò che ho realizzato io debba dedicarlo a mio padre. Voleva che ogni bambino andasse a scuola, senza differenza tra femmine o maschi”.