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Londra a Bruxelles, le nostre riforme vanno a favore di tutta l'Ue

L’offensiva britannica all’Unione europa è partita. Dopo l’invio della letteradella di David Cameron a Donald Tusk. Sul tema interviene delle

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Londra a Bruxelles, le nostre riforme vanno a favore di tutta l'Ue

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L’offensiva britannica all’Unione europa è partita. Dopo l’invio della letteradella di David Cameron a Donald Tusk.
Sul tema interviene delle riforme chieste da Londra all’Unione europea interviene anche il Cancelliere dello Scacchiere (Ministro delle Finanze) britannico:“Si tratta di cambiamenti di cui beneficeranno tutti i Paesi dell’Unione europea e i loro cittadini”. Ha dichiarato George Osborne, che ha aggiunto:“Intendiamo creare maggiore occupazione, ma anche rendere l’Europa un posto più flessibile e allo stesso tempo ridurre le differenze tra gli Stati in modo che il Regno Unito, che non vuole entrare nell’euro né crede in una maggiore integrazione politica, veda rispettati i suoi interessi nazionali”.

Quattro le aree d’intervento indicate dalla lettera di Cameron, per le quali Londra chiede riforme urgenti.

Tra queste: l’introduzione di clausole di salvaguardia per i 9 Paesi esterni all’area euro, che seppur a favore di una maggiore espansione del mercato interno, rischiano di essere messi in minoranza dall’Eurozona.
L’incremento della competitività, con l’aumento di liberalizzazioni e accordi commerciali con i Paesi extra Ue, la limitazione dell’accesso al welfare britannico per i migranti europei, nel tentativo di ridurre abusi e frodi e poi l’esclusione di Londra dall’integrazione politica

Punti, che al momento hanno ottenuto una reazione piuttosto accogliente da parte della Commissione Ue.

“Nella lettera di Cameron abbiamo riscontrato una serie di richieste che consideriamo fattibili” ha dichiarato martedì mattina il Portavoce dell’esecutivo Ue
Margaritis Schinas “come quella di trovare un modo per incrementare il potere dei Parlamenti nazionali sulle decisioni prese a Bruxelles. Altre più complicate, come l’integrazione politica o anche le relazioni tra Eurozona e Paesi che non hanno l’euro. Infine ce ne sono alcune molto complesse perché mettono in discussione i principi della libertà di movimento e del mercato interno”.

Non commenta ancora il Presidente del Consiglio europeo Tusk, che in un tweet ha soltanto annunciato l’avvio dei negoziati, che si annunciano serrati.

Dal confronto tra le parti in gioco, dipenderà la formulazione definitiva del quesito per il referendum che Londra terrà nel 2017 e che tutti sembrerebbero voler evitare si traduca in un puro “si” o “no” alla permanenza del Regno Unito nell’Ue.