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La Birmania è tornata al voto: chiusi i seggi, attesa per i risultati

Seggi chiusi e via allo spoglio in Birmania, dove si sono tenute le prime elezioni libere dal 1990, quando si instaurò una giunta militare. Il

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La Birmania è tornata al voto: chiusi i seggi, attesa per i risultati

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Seggi chiusi e via allo spoglio in Birmania, dove si sono tenute le prime elezioni libere dal 1990, quando si instaurò una giunta militare.
Il regime si è fatto da parte ma si è riservato una quota importante, che rischia di essere una quota di controllo, nel nuovo sistema democratico. Un quarto dei seggi in entrambe le camere è appalto dei militari. Per il resto vige un sistema maggioritario secco.
L’opposizione rappresentata dalla Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace che ha speso quindici anni agli arresti domiciliari, è data per favorita. La settantenne leader ha votato in mattinata, per la prima volta nella sua vita, in un seggio dell’ex capitale, Rangoon, dove si vedevano lunghe file davanti ai seggi.

Ma non si sono verificati problemi rilevanti, secondo il capo degli osservatori europei:

“Finora abbiamo constatato procedure che sembrano abbastanza affidabili, non esenti da problemi o imperfezioni ma alcune delle cose di cui avevamo discusso in precedenza non sembrano porre grandi problemi al momento, per esempio le liste elettorali, non abbiamo constatato per esempio problemi nell’identificazione degli elettori qui a Rangoon, ma questo non esclude che si possano poi ricevere indicazioni diverse dal resto del Paese”.

Gli osservatori internazionali non sono stati però autorizzati a verificare i seggi installati nelle basi militari, dove il voto si è concluso già in tarda mattinata. Nel Paese l’affluenza alle urne è stata massiccia, intorno all’80% secondo la Commissione elettorale centrale. Per i risultati definitivi bisognerà attendere due settimane.