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Croazia: seggi aperti, si vota sullo sfondo della crisi dei migranti

La Croazia vota in un clima di demotivazione e incertezza: i primi elettori si sono presentati ai seggi alle sette di mattina, e si voterà fino alle

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Croazia: seggi aperti, si vota sullo sfondo della crisi dei migranti

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La Croazia vota in un clima di demotivazione e incertezza: i primi elettori si sono presentati ai seggi alle sette di mattina, e si voterà fino alle 19.
I quasi quattro milioni di aventi diritto si trovano di fatto a una scelta obbligata tra i due grandi schieramenti e i sondaggi della vigilia davano un testa a testa – entrambi intorno al 35% – tra i socialdemocratici del premier uscente, Zoran Milanovic, e i conservatori dell’HDZ guidato da Tomislav Karamarko.

Governare il Paese, in ogni caso, non sarà semplice:

“Le elezioni non indicheranno un chiaro vincitore e tutto dipenderà dalle coalizioni che si faranno dopo il voto. Indipendentemente da chi vincerà, il vincitore avrà solo una vittoria relativa”, dice un analista politico.

Chi vota, lo fa con poca passione: tra crisi economica, una sostanziale marginalità del Paese sullo scenario internazionale e soprattutto l’ondata migratoria, pochi si aspettano che qualcosa possa cambiare:

“Penso che vincerà l’HDZ, ma non mi interessa sapere chi vinca perché in ogni caso non migliorerà niente. Lo so per certo perché sono giovane, abito qui e so che non c‘è nessuna prospettiva positiva”.

Sullo sfondo la crisi dei migranti, in buona parte rifugiati siriani, che ha fatto della Croazia uno dei principali Paesi di transito, tra polemiche e tensioni regionali, continui stop and go alle frontiere, nuovi muri e promesse non mantenute.
La chiusura, seppur a intermittenza, delle frontiere ha causato perdite commerciali nell’ordine dei milioni di euro, e a queste vanno aggiunti i costi diretti per la gestione della crisi. Quanto ai costi politici, saranno le urne a dirlo.