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WISE 2015: l'educazione al centro della crescita sostenibile

Il ruolo dell’educazione nel realizzare gli obiettivi dell’Onu sullo sviluppo sostenibile, adottati di recente, è stato un tema centrale al summit

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WISE 2015: l'educazione al centro della crescita sostenibile

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Il ruolo dell’educazione nel realizzare gli obiettivi dell’Onu sullo sviluppo sostenibile, adottati di recente, è stato un tema centrale al summit WISE 2015 sull’innovazione nel campo dell’istruzione, a Doha.

I leader mondiali hanno espresso opinioni e preoccupazioni sull’argomento.

“Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile sembrano un sogno nella regione Medio Oriente-Nord Africa – sostiene Moza Bint Naser, presidente di Qatar Foundation – dove viviamo la sensazione angosciante di regredire, visto che le nostre scuole sono state trasformate in cimiteri, gli insegnanti e gli studenti in profughi”.

Sessantadue milioni di ragazze nel mondo non vanno a scuola: la first lady degli Stati Uniti, Michelle Obama, ha lanciato un appello affinché spariscano leggi e tradizioni obsolete e si cambi mentalità e atteggiamento nei confronti delle donne.

“Voglio essere chiara con tutti gli uomini qui presenti: abbiamo bisogno di voi – ha detto Michelle Obama – come padri, come mariti e semplicemente come esseri umani. Questa lotta è anche vostra”.

Oltre 1500 esperti di educazione, insegnanti e studenti da diversi Paesi nel mondo hanno discusso di investimenti. Tutti concordano sulla necessità di garantire qualità ed equità, ma in che modo i pareri differiscono.

“La definizione di qualità non è ancora accettata chiaramente da tutti”, afferma Marcio Barbosa, ad di Education Above All. “Se si va nelle scuole statunitensi si osserva che qualità significa avere dei computer. Se si va in villaggi distanti dove la popolazione non ha frequentato la scuola, lì avere una matita è considerato un segno di qualità. Ci vuole tempo per offrire a tutti gli stessi migliori strumenti”.

“Se vogliamo che i nostri figli siano creativi, innovativi, che abbiano le competenze per la vita per considerarsi come dei cittadini globali, e credo che tutti noi lo vogliamo – sostiene Julia Gillard, presidente del consiglio di amministrazione del Partenariato globale per l’Educazione – dobbiamo concentrarci sull’alfabetizzazione e sulla capacità di fare calcoli, perché non otterremo questi risultati più elevati se ai bambini non garantiamo le basi”.

All’interno del programma la voce degli studenti, di WISE, 33 giovani da diversi Paesi hanno condiviso le loro vedute su temi e sfide dell’educazione globale.

“Nella mia squadra ci concentriamo sulla formazione degli insegnanti”, afferma Yvens Rumbold, responsabile comunicazione della Fondazione per la Conoscenza e la Libertà (FOKAL). “Perché crediamo che per un’educazione di migliore qualità occorre partire dagli insegnanti, dappertutto nel mondo”.

Favorire l’innovazione nell’educazione è stata un’altra questione centrale del summit.

Maha Barada, euronews: “In questo laboratorio si parla di innovazione. Queste attività sono influenzate da pedagogie creative in un allestimento ispirato alle migliori classi.
Punta a favorire creatività, apprendimento e collaborazione. Questi studenti stanno per ricevere la visita di un ospite molto speciale”.

La first lady statunitense ha osservato le attività di studenti e insegnanti di varie scuole del Qatar, come decifrare codici, calcolare dati, imparare con i Lego e esplorare la robotica.

C‘è stato anche un dibattito sull’attuale crisi migratoria e il suo forte impatto sull’educazione.

“Dobbiamo dedicare maggiore priorità al finanziamento dell’istruzione all’interno delle attività umanitarie”, sostiene
Thomas Gass, vicesegretario generale per il coordinamento delle politiche e gli affari interagenzie al Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali dell’Onu. “Ma non basta, occorre andare alla radice dei problemi, dobbiamo contribuire a risolvere questa crisi”.

Molte persone, specialmente in zone di conflitto, trarranno ispirazione da Sakena Yaacobi, la vincitrice del premio WISE da mezzo milione di dollari, per il suo impegno straordinario nel fornire educazione e cure sanitarie a milioni di persone in Afghanistan.