ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Birmania al voto domenica, favorito il partito di Aung San Suu Kyi

Un voto storico per la Birmania, che va alle prime vere legislative da 25 anni: la giunta militare si è fatta da parte, si elegge finalmente un

Lettura in corso:

Birmania al voto domenica, favorito il partito di Aung San Suu Kyi

Dimensioni di testo Aa Aa

Un voto storico per la Birmania, che va alle prime vere legislative da 25 anni: la giunta militare si è fatta da parte, si elegge finalmente un Parlamento degno di questo nome anche se i militari si sono riservati un quarto dei seggi in ciascuna delle due camere.
Per gli altri tre quarti la campagna elettorale si è chiusa in serata, e dopo la giornata di silenzio e di riflessione saranno le urne a dire la loro. I primi elettori, quelli che si sono registrati per il voto anticipato, già si sono recati ai seggi, e gli osservatori internazionali hanno verificato le prime fasi preparatorie e di voto.

Il problema in realtà non dovrebbe venire da eventuali brogli, ma dal sistema elettorale, da un quadro estremamente frammentato e da una sostanziale ingovernabilità per l’eventuale maggioranza alternativa ai militari.
La Lega Nazionale per la Democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace che ha passato 15 anni agli arresti domiciliari, sogna in grande: spera di vincere nella quasi totalità dei collegi maggioritari. Resta l’incognita dei militari, che appoggiano il partito attualmente al governo, e resta anche la questione musulmana: dopo la violenta campagna anti-islamica del 2012, e i toni estremamente duri di un movimento radicale di monaci buddhisti, il partito di Aung San Suu Kyi per paura di ritorsioni non ha presentato candidati musulmani, e non ha speso una parola sulla minoranza Rohingya priva del diritto di voto.