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Turchia: giornalisti in manette per un titolo. "Istigazione al colpo di stato"

Incriminate due firme della rivista d'opposizione, Nokta. Fatale un titolo critico del risultato elettorale: "2 novembre: l'inizio della guerra civile"

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Turchia: giornalisti in manette per un titolo. "Istigazione al colpo di stato"

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“2 novembre: l’inizio della guerra civile”. 3 novembre: l’incriminazione di due responsabili della testata, che con questo titolo aveva accolto il risultato delle elezioni in Turchia.

Point of view

Se il popolo ci chiede di governare da soli - dice il premier Ahmet Davutoglu - perché mai dovremmo tirarci indietro?

A neanche una settimana dal blitz della polizia in due televisioni, la stretta contro la stampa sgradita al governo prosegue con l’arresto e l’accusa di fomentare un colpo di stato per due giornalisti della rivista d’opposizione Nokta.

Sempre martedì, una maxi-operazione in una ventina di città ha portato all’arresto di oltre 40 alti funzionari, sospettati di spalleggiare l’imam Fetullah Gulen, nemico giurato di Erdogan, che il presidente turco accusa di tramare dal suo esilio statunitense per rovesciarne il governo.

Forte della maggioranza assoluta in parlamento, che il voto di domenica ha regalato al suo partito, il premier e delfino di Erdogan, Ahmet Davutoglu, ha ribadito il progetto di un governo monocolore.

“Il popolo ci chiede di governare da soli – ha scandito dal palco -. E se siamo chiamati a servire il popolo, perché mai dovremmo tirarci indietro? Già da oggi ci metteremo al lavoro”.

Sovrastate dalla musica dei festeggiamenti che hanno accolto il trionfale ritorno di Davutoglu a Istanbul, da Stati Uniti e OSCE si sono levate voci di condanna per la linea dura adottata nei confronti della stampa.