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Lo scandalo emissioni VW si allarga anche ad Audi e Porsche

Ora che lo scandalo emissioni avvolge anche Porsche, chi aveva criticato la nomina alla guida di Volkswagen del capo del marchio Matthias Müller alza

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Lo scandalo emissioni VW si allarga anche ad Audi e Porsche

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Ora che lo scandalo emissioni avvolge anche Porsche, chi aveva criticato la nomina alla guida di Volkswagen del capo del marchio Matthias Müller alza la voce. “Da appurare sue eventuali responsabilità”, dicono. Non poteva essere altrimenti: la dichiarazione delle autorità americane per cui il dispositivo per falsare i test ambientali sarebbe presente anche sui motori diesel più potenti è rimbalzata in Germania a tempo di record.

Point of view

Se l'Agenzia per la protezione ambientale americana ha ragione e anche i marchi di lusso Audi e Porsche sono coinvolti, significa che il gruppo VW non sta gestendo adeguatamente il caso

“La posizione di Volkswagen è che già portato alla luce del sole tutto quel che sanno e che non ci sono altri modelli coinvolti. Se è vero, va tutto bene”, dice Juergen Pieper di Metzler Bank. “Ma se l’agenzia per la protezione ambientale americana ha ragione e anche i marchi di lusso Audi e Porsche sono coinvolti, significa che il gruppo non sta gestendo adeguatamente il caso”, sottolinea.

La prima notifica di violazione dei regolamenti negli Stati Uniti era stata, a metà settembre, la scintilla di avviamento dello scandalo. Quella di lunedì, relativa a 10 mila motori tremila di cilindrata (montati prevalentemente su Audi e Porsche), potrebbe ora “mettergli il turbo”.

Con ulteriore imbarazzo del governo tedesco: “Il ‘Made-in-Germany’ rimane, grazie all’innovazione, un marchio e un sigillo di qualità. e il caso Volkswagen non cambia questo fatto, lo voglio ribadire”, ha detto la cancelliera Angela Merkel a un convegno della Confindustria tedesca. “Dimostra però che dobbiamo continuare a insistere per avere trasparenza e una soluzione rapida”.

Il consiglio di sorveglianza della casa di Wolfsburg si riunirà lunedì prossimo per discutere le conseguenze finanziarie dello scandalo: un conto che, secondo le stime, potrebbe raggiungere i 35 miliardi di euro.