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Turchia: vittoria record per il "Sultano" che ottiene la maggioranza assoluta

Il “Sultano” stravince in Turchia riconquistando la maggioranza assoluta nelle elezioni anticipate di domenica. Con il 49,46% dei voti e 316 seggi su

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Turchia: vittoria record per il "Sultano" che ottiene la maggioranza assoluta

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Il “Sultano” stravince in Turchia riconquistando la maggioranza assoluta nelle elezioni anticipate di domenica. Con il 49,46% dei voti e 316 seggi su 550, Recep Tayyip Erdogan ottiene quasi 3 milioni e mezzo di preferenze superando anche il record del 2011.

“La scelta migliore per la Turchia che si è espressa con una sola voce” dice Erdogan. Quella che molti osservatori hanno definito la “strategia della tensione” ha pagato Erdogan: la Turchia ha risposto in massa all’appello di restituirgli il potere assoluto come unica possibilità per fare uscire il Paese dal caos.

Crolla l’ultranazionalista Mhp che si ferma a 41 seggi, resiste il partito filo-curdo Hdp. Nonostante la perdita di un milione di voti rispetto a giugno, l’Hdp entra lo stesso in Parlamento superando la soglia di sbarramento del 10%. Ora è la terza formazione con 59 seggi.

“È uno sviluppo positivo”, commenta un supporter del partito
Akp di Erdogan. “Un governo fatto da un unico gruppo politico ha sempre un effetto positivo sull’economia. Certamente alcune persone potrebbero essere rammaricate del fatto che i governi di coalizione non sono praticabili in Turchia”.

“Non biasimo il partito di Erdogan per aver vinto”, dice una sostenitrice del principale partito di opposizione, la formazione di centro sinistra Partito Repubblicano del Popolo (Chp), seconda in Parlamento con 133 seggi.” Sono molto dispiaciuta perché in Turchia non c‘è più un partito di sinistra”.

Il mancato accordo per un governo di coalizione ha riportato la Turchia alle urne dopo il voto del 7 giugno con un’affluenza record: pari all’86,76 % degli aventi diritto.

In festa il premier turco Ahmet Davutoglu che parla di “una vittoria della democrazia” e guarda già al futuro. “Confidiamo di servirvi bene per i prossimi quattro anni e di ripresentarci di nuovo davanti a voi nel 2019”, ha detto nella sua città natale di Konya, in Anatolia.