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Turchia: vince l'AKP di Erdogan. Ma al Presidente mancano 14 deputati per cambiare la costituzione

L’AKP vince le elezioni in Turchia. Con poco meno del 50% dei voti il partito del premier Ahmet Davutoglu e del presidente Recep Tayyip Erdogan

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Turchia: vince l'AKP di Erdogan. Ma al Presidente mancano 14 deputati per cambiare la costituzione

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L’AKP vince le elezioni in Turchia. Con poco meno del 50% dei voti il partito del premier Ahmet Davutoglu e del presidente Recep Tayyip Erdogan conquista la maggioranza assoluta in Parlamento. Il partito per la Giustizia e lo Sviluppo entra in Parlamento con 316 deputati. Il governo sarà monocolore ma cambiare la costituzione in senso presidenzialista, obiettivo a cui anela Erdogan, non sarà semplice: all’appello mancano infatti 14 voti. Ma per il premier non si tratta di un’impresa impossibile: “L’attuale sistema – ha detto davanti alla folla festante di Ankara – non corrisponde alle necessità della Turchia. È come se ci stesse stretta. Allontaniamoci dunque da questa costituzione e lavoriamo assieme per una costituzione civile e libera”.

Scommessa vinta dunque per il partito del Capo di Stato che soltanto 5 mesi fa aveva ottenuto 258 seggi perdendo la maggioranza assoluta. Erdogan ha preferito non formare alcun governo di coalizione e rischiare invece con un altro voto, convocando nuove legislative per questo primo Novembre.

Il partito laico e kemalista CHP di Kemal Kilicdaroglu ottiene il 25,4% dei voti. Superano lo sbarramento del 10% anche l’MHP, il Movimento Nazionalista, e l’HDP la formazione politica filo-curda guidata da Selahattin Dermirtas. Un risultato insoddisfacente per i due partiti che perdono ognuno quasi tre punti percentuali.

La tornata elettorale si è svolta in un clima di estrema tensione: gli scontri con i curdi del PKK (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan), gli attentati di Suruc e Ankara ma anche l’emergenza profughi e la censura dei media di opposizione hanno pesantemente influenzato il voto.

In campagna elettorale l’AKP ha promesso stabilità. Ma c‘è chi teme che una deriva autoritaria di Erdogan e la questione curda possano far implodere un Paese la cui economia rallenta e la cui moneta continua a far registrare minimi storici.

Bora Bayraktar, euronews: “Diversamente da cinque mesi fa, quando l’AKP aveva perso la maggioranza assoluta, questa volta c‘è grande gioia nel quartier generale del partito. In migliaia hanno voluto prendere parte ai festeggiamenti per il 4 mandato del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo”.