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L'intifada dei coltelli non si placa: 3 aggressioni a Tel Aviv e in Cisgiordania

Periferia sud di Tel Aviv: un uomo vestito di nero corre, inseguito da altri, e nella fuga accoltella alla schiena una passante, che cade a terra

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L'intifada dei coltelli non si placa: 3 aggressioni a Tel Aviv e in Cisgiordania

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Periferia sud di Tel Aviv: un uomo vestito di nero corre, inseguito da altri, e nella fuga accoltella alla schiena una passante, che cade a terra. Una sequenza agghiacciante, ripresa da una videocamera di sorveglianza e diffusa dalla polizia israeliana.

L’aggressore, un palestinese di 19 anni originario di Hebron, ha iniziato la sua intifada sopra un autobus e l’ha terminata in un negozio, dove è stato bloccato da un gruppo di persone e consegnato alle forze dell’ordine. Nel frattempo, è riuscito a ferire tre persone, che per puro caso hanno incrociato il suo percorso: la passante vista nelle prime immagini, di un’ottantina d’anni, che versa in gravi condizioni, e altri due uomini.

Non è l’unico attacco in questo inizio di settimana. A Netanya, a nord di Tel Aviv, un altro palestinese di 22 anni, nato in Cisgiordania, ha accoltellato un israeliano di una settantina d’anni, ferendolo in modo grave, prima di essere a sua volta ferito e fermato dalla polizia.

Chiude l’elenco l’aggressione all’arma bianca contro un militare israeliano, che si è conclusa senza altre vittime né feriti al di fuori dell’aggressore stesso, ucciso dai soldati nei pressi di un posto di blocco in Cisgiordania. Secondo fonti palestinesi, aveva sedici anni.

L’intifada dei coltelli, come sono state definite le aggressioni a opera di giovani palestinesi o arabi israeliani che da un mese si susseguono nella regione, non accenna a placarsi. Finora ha provocato la morte di 67 palestinesi e di undici israeliani.

A questa violenza, l’ex presidente israeliano, Shimon Peres, non vede che una via d’uscita: “Israele deve applicare la soluzione dei due Stati. E deve farlo nel proprio interesse. Non ci sono alternative. L’unica alternativa alla soluzione dei due Stati è una guerra interminabile. E nessuno può combattere in eterno”.