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Disastro Sinai, rientrati in Russia corpi di parte delle vittime. L'aereo si è spaccato in volo secondo inquirenti

Sono stati rimpatriati in Russia, a San Pietroburgo, i corpi di una prima parte delle 224 vittime del disastro aereo avvenuto sabato nel Sinai; 144 i

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Disastro Sinai, rientrati in Russia corpi di parte delle vittime. L'aereo si è spaccato in volo secondo inquirenti

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Sono stati rimpatriati in Russia, a San Pietroburgo, i corpi di una prima parte delle 224 vittime del disastro aereo avvenuto sabato nel Sinai; 144 i resti delle persone che si trovavano a bordo dell’Airbus già riportati in Russia.

Intanto gli inquirenti ed esperti dell’aviazione di Mosca al lavoro sul luogo dell’impatto sono arrivati a una prima certezza: l’aereo della compagnia russa Kogalymavia, meglio nota come Metrojet, è esploso o comunque si è spaccato in volo.

“Il luogo dell’impatto occupa un’area davvero molto vasta, più di 20 chilometri quadrati” spiega Alexander Neradko, responsabile dell’aviazione civile russa. “Generalmente la zona nella quale si trovano i resti di un aereo ha una forma ellittica, allungata, di circa 8 chilometri di lunghezza per circa 4 di larghezza. In questo caso tutto sembra indicare che il velivolo si sia spaccato in volo ad un’altitudine elevata”.

La Russia ha celebrato il primo giorno di lutto nazionale e una veglia di preghiera si è tenuta a San Pietroburgo. Intanto gli interrogativi restano aperti sino a quando non sarà noto il contenuto delle scatole nere del velivolo, già recuperate. La pista di un attentato, che era stata rapidamente scartata dal Cairo e da Mosca, torna tra le ipotesi. Mentre in via precauzionale molte compagnie hanno sospeso i voli sul Sinai, dove sono attive diverse fazioni legate all’autoproclamato Stato Islamico.