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Siria: Russia e Usa distanti, ma si lavora a soluzione politica

Il nodo resta il futuro di Bashar al Assad, ma per la prima volta si registrano progressi verso una transizione politica in Siria. Ai negoziati di

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Siria: Russia e Usa distanti, ma si lavora a soluzione politica

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Il nodo resta il futuro di Bashar al Assad, ma per la prima volta si registrano progressi verso una transizione politica in Siria.

Ai negoziati di Vienna erano presenti i ministri degli Esteri di Stati Uniti e Russia, potenze regionali come Arabia Saudita, Turchia e, per la prima volta, l’Iran.

Mosca e Teheran sostengono il regime, ma in vista del nuovo incontro, tra due settimane, sembrano ammettere che Assad non resterà per sempre.

“Sergei Lavrov, il ministro degli Esteri Zarif, io e gli altri siamo d’accordo sul fatto di non essere d’accordo – ha detto il segretario di Stato statunitense, John Kerry – La posizione degli Stati Uniti è che il presidente Assad non può unire e governare la Siria e riteniamo che i siriani meritino una scelta diversa. Il nostro obiettivo è quello di lavorare con le diverse e numerose fazioni siriane per elaborare una scelta condivisa, ma non possiamo permettere che la divergenze sbarrino la strada a una soluzione diplomatica che metta fine alle uccisioni”.

Per la Russia saranno i siriani – inclusi i profughi – a risolvere il loro destino alla fine del processo politico.

“Credo che né gli Stati Uniti né la Russia vogliamo tornare alla cosiddetta guerra per procura", ha aggiunto il ministro degli Esteri russo, Lavrov.

La dichiarazione congiunta del vertice chiede un cessate il fuoco nel Paese, la ripresa dei negoziati sotto l’egida dell’Onu e libere elezioni.

“Dopo ore di discussioni tutto è stato rinviato a un nuovo incontro. In cima all’agenda resta la discussione sul futuro di Bashar al Assad – conclude l’inviata di euronews, Daleen Hassan – Gli osservatori mettono in risalto la presenza di emissari di Ryadh e di Teheran come un segno della volontà degli attori internazionali e regionali di trovare un comune denominatore, al fine di raggiungere una soluzione politica duratura alla crisi siriana e non solo mettere in mostra la volontà del dialogo”.