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Egitto: all'esame le scatole nere del volo MetroJet precipitato sul Sinai

Problema tecnico o attacco terroristico, la causa dello schianto dell’aereo russo sul Sinai sarà chiara dopo l’analisi delle scatole nere, entrambe

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Egitto: all'esame le scatole nere del volo MetroJet precipitato sul Sinai

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Problema tecnico o attacco terroristico, la causa dello schianto dell’aereo russo sul Sinai sarà chiara dopo l’analisi delle scatole nere, entrambe recuperate. Il primo ministro egiziano Sherif Ismail ha visitato il luogo del disastro, nella zona montagnosa di Hassana, dove il velivolo della MetroJet è precipitato sabato mattina. Duecentoventiquattro le persone a bordo, quasi tutti russi, nessun sopravvissuto.

L’aereo era partito da Sharm El Sheikh, diretto a San Pietroburgo: secondo il ministro egiziano all’aviazione civile, le comunicazioni tra l’aereo e il centro di controllo erano normali prima che scomparisse dai radar 23 minuti dopo il decollo, non si era verificato nulla di anomalo prima dello schianto e il velivolo non aveva chiesto di cambiare rotta, come riportato in precedenza.

MetroJet ha fatto sapere che il pilota aveva una lunga esperienza, 12.000 ore all’attivo.

Lufthansa e Air France hanno deciso di sospendere i voli sul Sinai per motivi di sicurezza, dopo che affiliati all’Isil via twitter hanno affermato di aver abbattuto l’aereo per “rappresaglia ai bombardamenti russi in Siria”. Rivendicazione “inattendibile” per le autorità russe.

Una quindicina di ambulanze hanno trasportato alcuni dei cadaveri recuperati all’obitorio Zeinhom del Cairo, dove si è recato il nostro corrispondente Mohammed Shaikhibrahim: “In base alla informazioni disponibili l’ipotesi principale è che lo schianto sia stato causato da un guasto tecnico sull’aereo. Ma la risposta sarà fornita dall’esame della scatole nere”.